Venezia, la figlia morì in un incidente: il papà condannato per omicidio colposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2018 16:54 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 16:54
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Venezia, la figlia morì in un incidente: il papà condannato per omicidio colposo

ROMA – Federico Tasso, architetto 41enne, è stato condannato a un anno di reclusione per omicidio colposo in seguito ad un incidente nel quale morì anche sua figlia Lucia, 3 anni.

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L’auto da lui guidata andò a scontrarsi frontalmente contro un’altra vettura, invadendo la corsia opposta, sulla statale Romea, in provincia di Venezia.

L’architetto dovrà versare una provvisionale di 12mila euro in favore di Giuseppe Siegato, veneziano di 43 anni, che a seguito dell’incidente ha riportato diverse fratture in tutto il corpo ed era stato dichiarato guaribile dai medici del pronto soccorso in trenta giorni, e altri 5mila euro ciascuno al padre, alla madre e alla sorella dell’uomo, costituitisi parti civili, oltre a pagare le spese processuali.

L’incidente in questione risale al 19 ottobre 2014, quando la Nissan Qashqai guadata da Federico Tasso, con a bordo anche la moglie, all’epoca incinta, e la figlioletta di 3 anni, si scontrò frontalmente contro una Hyundai, invadendo l’opposta corsia di marcia mentre procedeva in direzione Chioggia lungo la statale Romea. Per la piccola Lucia non ci fu nulla da fare: dopo il trasporto in ospedale ne fu dichiarato il decesso.

Il pm, Giorgio Falcone, ha così chiuso l’inchiesta contestando all’architetto di aver tenuto un comportamento imprudente e negligente, avendo violato le norme del codice della strada, non avendo conservato il controllo del mezzo e invadendo l’opposta corsia di marcia, nonostante il consulente tecnico della famiglia abbia sempre sottolineato che “andava fatto un controllo sulla Nissan Qashqai perché il mozzo del volante, collegato al piantone dello sterzo, risultava difettoso”.

Ma questa versione non è mai stata confermata dal perito Gianfranco Fais, sentito in aula dal giudice per non lasciare spazio ad alcun dubbio. Da qui è arrivata la condanna per il papà della vittima.