Venezia, denunciato il ristorante del maxi-conto. Il pranzo da 1100? Sarebbe costato 328 euro

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2018 13:05 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2018 13:54
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Venezia, denunciato il ristorante del maxi-conto. Il pranzo da 1100? Sarebbe costato 82 euro

VENEZIA – Quanto possono costare una frittura mista, una bistecca e un’acqua minerale? Se lo sono domandati al Gazzettino, dopo la notizia del conto da capogiro presentato a 4 studenti giapponesi a Venezia. Per questo, fingendosi turisti, i giornalisti del quotidiano veneto sono tornati in quel ristorante e ordinato i medesimi piatti. Alla fine il conto è stato comunque salato: 82 euro a persona, che per un’osteria è comunque uno sproposito, ma decisamente inferiore a quello da infarto (1100 euro) chiesto ai quattro stranieri.

Il caso, l’ennesimo a Venezia, era stato denunciato sui social da Marco Gasparinetti, portavoce della piattaforma civica “Gruppo 25 Aprile”, il quale ha riferito d’averlo saputo dalla guida turistica che accompagnava i quattro giovani. Per questo motivo Gasparinetti è stato oggi convocato al Comando della Polizia municipale di Venezia per i dovuti accertamenti. Gasparinetti ha annunciato che consegnerà al comandante Marco Agostini le prove documentali, gli scontrini, e la ricevuta di avvenuto pagamento del conto, oltre alle due distinte denunce sporte dai ragazzi.

I quattro giovani hanno intanto formalizzato la denuncia nella caserma della Guardia di Finanza di Bologna, perché è lì che risiedono per studiare. Il maxi-conto sarebbe stato pagato dagli studenti universitari in un’osteria vicina a Piazza San Marco. Il Gazzettino svela il nome: si tratta della Osteria da Luca Sas di Zheng Cheny & C.

Questo il resoconto dei giornalisti del Gazzettino:

A vedere il locale dall’esterno, sembrerebbe più la vetrina di un bar alla mano, con panini e tramezzini in esposizione. Si trova in una delle calli più attraversate dell’area marciana e ieri, alle 13.30 era quasi pieno. Al suo interno vi lavorano camerieri stranieri e un paio di italiani. L’accoglienza è amichevole ma, fin da subito, chi ci accompagna al tavolo chiede se «siamo giornalisti o clienti normali».

Nel menu cerchiamo le stesse pietanze ordinate dai 4 giapponesi che ritroviamo con le foto: frittura di astice calamari e scampi (10 euro per 100 grammi) e una bistecca di manzo, indicata al prezzo di 18 euro. Un’acqua minerale. A fondo pagina si precisa che i prezzi saranno maggiorati del 15% per il servizio. Il nostro conto è salato, oltre ogni comprensione di rapporto qualità-prezzo. Il totale 82,80 senza caffè e liquori: 50 euro per la frittura di astice e calamari, 18 euro per la bistecca di manzo, 4 euro per la bottiglia d’acqua più 10,80 euro di servizio al tavolo. Al momento del pagamento, infiliamo le banconote nel portaconto e il cameriere ci riporta subito il resto, ma senza scontrino. Su nostra richiesta viene poi restituito.

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