L’azienda Montefibre “ruba” il brevetto all’operaio: la prescrizione la salva

Pubblicato il 10 Giugno 2011 20:42 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2011 20:49

VENEZIA – Un operaio della Montefibre di Porto Marghera, Narcidio Ronzani, ha inventato un rullo in bronzo in grado di far aumentare drasticamente i profitti dell’azienda. Dopo diversi anni però c’è una causa in corso: sembrerebbe infatti che la Montefibre gli abbia tenuto nascosto il brevetto e ciò che gli spettava.

Grazie alla sua invenzione la Montefibre ha aumentato il fatturato del 2 per cento. Non poco se si pensa che il fatturato del 1996 era di 455 miliardi e mezzo di lire. Ma cosa ha fatto Ronzani? Scoprì che, se si sostituiva un rullo di nylon con uno di bronzo, le fibre che uscivano dalla macchina erano tutte perfette e non si doveva buttar via il 15 per cento della produzione. Non solo, il rullo di bronzo resisteva molto di più del rullo di nylon e questo permetteva ulteriori risparmi.

Per questo la Montefibre decide di brevettare l’invenzione e presenta la domanda ottenendo il brevetto nel 1987. Ronzani appare nelle carte dell’Ufficio Brevetti come co-inventore visto che l’azienda aveva spiegato al suo operaio che era il caso di affiancargli un signor perito dell’ingegneria, che pure ha contribuito solo con il suo cognome all’invenzione.

Come riporta Il Gazzettino, nel 1994 Narcidio Ronzani va in pensione. Ma prima di allora, chiede più volte e con insistenza alla Montefibre che fine abbia fatto quella storia della sua invenzione che, era evidente a tutti, aveva contribuito a migliorare la capacità produttiva della fabbrica. La Montefibre fa sempre finta di niente e giura che il brevetto non è stato accettato. E così è parecchi anni dopo che Ronzani scopre per caso che non solo il brevetto è stato registrato, ma che porta pure il suo nome come co-autore. A quel punto Ronzani – assistito dall’avvocato Arturo Piovesana – decide di far causa alla Montefibre.

Dal 1998 ed Ronzani aspetta giustizia, 12 anni per una sentenza definitiva. In primo grado il giudice del lavoro non ha dubbi: “L’azienda ha intenzionalmente occultato a Ronzani l’avvenuta concessione del brevetto”. Una parte dei profitti, lo dice la legge, spetta all’inventore e per questo il giudice riconosce a Ronzani 114 mila euro. La Montefibre fa ricorso.

Il punto in discussione non è più la paternità dell’invenzione, accertata per filo e per segno nonostante la Montefibre pretendesse il contrario, ma la prescrizione che interviene dopo 10 anni. Vuol dire che, se il conteggio parte dal 1984, è da allora che Ronzani sa che la Montedison ha fatto richiesta di brevetto, dopo il 1994 Ronzani non ha più alcun diritto. Non resta che attendere il verdetto della Cassazione, che si riunirà il 20 settembre.