Venezia, turista tedesco morto dopo incidente gondola: condanne fino a 3 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Giugno 2015 21:36 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2015 21:37
Venezia, turista tedesco morto dopo incidente gondola: condanne fino a 3 anni

Foto Ansa

VENEZIA – Quasi quattro anni complessivi. E’ questa la condanna che il Gup di Venezia Roberta Marchiori ha inferto a tre piloti di vaporetto del servizio pubblico e ad un tassista acqueo coinvolti nell’incidente tra una gondola ed un battello Actv che il 17 agosto 2013 a Venezia costò la vita ad un turista tedesco, Joachim Vogel.

L’uomo era assieme alla famiglia in una gondola che stava transitando sotto il Ponte di Rialto. Un gondoliere che si trovava su un’altra imbarcazione ha scelto di andare a giudizio in aula. Di fatto il giudice ha accolto le richieste del Pm Roberto Terzo, titolare dell’inchiesta. Il gondoliere che conduceva il mezzo con a bordo il turista, la moglie e tre figli piccoli della vittima, non era andato a giudizio per il suo ruolo passivo nella vicenda.

La pena maggiore è arrivata – dopo 4 ore di camera di consiglio – al pilota di un vaporetto che ha innescato la catena di manovre errate, condannato a un anno due mesi e 20 giorni di reclusione; il pilota del secondo mezzo è stato condannato a 11 mesi e 10 giorni, mentre il terzo comandante e il tassista si sono visti comminare 7 mesi e 10 giorni. Il giudice ha anche stabilito, in via provvisionale, in attesa che a decidere sia il Tribunale Civile, un risarcimento di 300mila euro per la moglie e i tre figli della vittima. Il legale della famiglia Vogel, Lorenzo Picotti, aveva chiesto invece una cifra vicino agli 8 milioni di euro.

La Procura aveva stabilito da parte sua, tesi accolta dal giudice, che l’accaduto era da parificare ad un incidente stradale perché avvenuto in un canale interno di Venezia mentre per il legale il tutto sarebbe stato da considerare prossimo ad un naufragio. Per avvalorare la sua tesi, Picotti aveva sottolineato che i figli, oltre a perdere il padre, avevano subito dei danni psicologici che li avevano portati a disturbi del sonno e a non voler più tornare nella città lagunare.