Inchiesta G8, Verdini: “Credito fiorentino era gioiello, no banca del malaffare”

Pubblicato il 24 Maggio 2012 - 22:11 OLTRE 6 MESI FA

FIRENZE – La ‘sua’ banca non e’ piu’ sua da un po’, ma il modo in cui l’istituto ha cambiato padroni a Denis Verdini e’ rimasto li’, sullo stomaco. ”Per me il Credito cooperativo fiorentino era un gioiello. E, comunque, negli atti giudiziari ci sono valutazioni diverse rispetto a quanto venne detto e scritto sui giornali. Tesoretto, riciclaggio, banca del malaffare: dove sono?”, commentava stamani l’onorevole del Pdl Verdini nei corridoi del tribunale fallimentare di Firenze. I giudici sono chiamati a valutare se, come sostiene la procura, all’epoca della guida Verdini l’istituto era insolvente.

L’udienza del 24 maggio e’ stato l’ennesimo appuntamento di un percorso giudiziario nato dall’inchiesta sui Grandi Eventi. Spulciando passaggi di denaro e conti correnti, i carabinieri del ros, coordinati dai pm Giuseppina Mione e Luca Turco, arrivarono alla banca di Verdini, il Credito cooperativo fiorentino, con sede a Campi Bisenzio. Era il 2010. Ci fu un’ispezione di Bankitalia, che ravviso’ ”gravi irregolarita’ nell’amministrazione” e ”gravi violazioni normative”. Quindi il commissariamento, poi l’addio di Verdini, da vent’anni presidente dell’istituto, e infine, nel marzo del 2012, la vendita a Chiantibanca.

Intanto, la procura iscriveva 55 persone nel registro degli indagati. Fra loro, Verdini e gli altri dirigenti del Ccf, accusati di associazione a delinquere finalizzata l’appropriazione indebita. Secondo i magistrati fiorentini, tra l’altro, il Ccf aveva una gestione ‘disinvolta’ dei prestiti. Uno di quelli ‘dubbi’, da 3 milioni di euro, era per il senatore Marcello Dell’Utri, finito fra gli indagati. Se il tribunale fallimentare di Firenze dichiarera’ lo stato di insolvenza, per Verdini e gli ex vertici della banca – stamani in tribunale erano convocati gli allora componenti del cda – alle accuse potrebbe aggiungersi quella di bancarotta fraudolenta.

”Fino a quando non saremo dal gup, ogni tanto ci potra’ essere chi tira fuori qualcosa, come da un cappello a cilindro”, ha detto Verdini. Intanto, ci sono i giudici fallimentari. ”Siamo qua per affrontare i problemi nella sede deputata, confrontandosi – ha spiegato l’onorevole del Pdl – Siamo convinti delle nostre posizioni. Mi aspetto che vengano ascoltate. Questa vicenda prima o poi finira’. A quel punto ritorneranno la ragione e l’onore”.

I vertici del fu Credito cooperativo fiorentino presenteranno anche una memoria difensiva ”con tutti i dati contabili”, ha sottolineato Marco Rocchi, ex difensore di Verdini e ora, in qualita’ di componente del cda del Ccf, indagato con l’onorevole del Pdl. Udienza breve, quella di oggi. La prossima ci sara’ il 23 luglio. All’uscita, Verdini e’ apparso tranquillo. ”Hanno parlato solo gli avvocati”, ha detto allontanandosi. ”Ma onorevole, lei che lo conosce bene puo’ dircelo. E’ vero che Berlusconi torna?”, ha provato a chiedergli qualcuno, ma invano. ”Oggi non parlo di politica, solo del processo. Purtroppo”.