Verona, caos in carcere: un detenuto si impacca, un altro aggredisce un agente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Febbraio 2019 11:01 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2019 11:01
Verona, caos totale in carcere: un detenuto si impacca, un altro aggredisce un agente

Verona, caos in carcere: un detenuto si impacca, un altro aggredisce un agente (foto d’archivio Ansa)

VERONA – Un detenuto nigeriano si è impiccato nella sua cella all’interno del carcere di Verona. L’episodio, avvenuto giovedì 7 febbraio, è stato rivelato il giorno successivo dal Sindacato autonomo degli agenti penitenziari (Sappe). L’uomo, in carcere da gennaio e in attesa di giudizio, è stato soccorso dagli agenti di custodia e portato in infermiera, dove gli è stato eseguito un massaggio cardiaco con defibrillatore, ma senza esito.

Nel penitenziario veronese un altro detenuto maghrebino è stato portato in codice rosso all’ospedale per aver ingerito pile e lamette. Infine, un cittadino nordafricano ha minacciato il personale di Polizia Penitenziaria addetto ai controlli con una lametta, e ha sferrato un pugno in faccia a uno di essi, dichiarato guaribile in 15 giorni dal pronto soccorso.

“Un detenuto che si toglie la vita in carcere è un fallimento per lo Stato. Vittime innocenti di un disagio individuale a cui non si riesce a fare fronte nonostante gli sforzi e l’impegno degli operatori, in primis le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che il carcere lo vivono nelle sezioni detentive”. Lo afferma in una nota Donato Capece, segretario generale del Sindacato degli agenti penitenziari Sappe, commentando l’episodio di suicidio a Verona.

Capece esprime inoltre solidarietà al poliziotto penitenziario aggredito: “La situazione penitenziaria si è notevolmente aggravata – prosegue – rispetto al 2017. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre delle carceri italiane nell’intero 2018 sono inquietanti: 10.423 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2017, 9.510), 1.198 tentati suicidi (nel 2017 furono 1.135), 7.784 colluttazioni (7.446 l’anno prima). Alto anche il numero dei ferimenti, 1.159, e dei tentati omicidi in carcere, che nel 2018 sono stati cinque e nel 2017 furono due. La cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici e occasionali della Polizia Penitenziaria”, conclude.