Verona, muore nella sua casa per un malore: trovata mummificata dopo un anno e mezzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 luglio 2018 15:26 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2018 17:49
Verona, morta da oltre un anno e mezzo: la trovano mummificata

Verona, muore nella sua casa per un malore: trovata mummificata dopo un anno e mezzo

VERONA – Una donna di 60 anni è stata trovata mummificata nel suo letto nel quartiere Borgo Roma di Verona. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il corpo senza vita di Cristina Frattini è avvenuto per caso, a oltre un anno e mezzo di distanza dal malore che si è rivelato fatale. Un tempo lungo, in cui nessuno l’aveva cercata, tanto che il cadavere è andato incontro alla mummificazione.

Cristina abitava al piano terra di una casa popolare dell’Agec, un condominio di 5 piani vicino all’ospedale di Borgo Roma. Secondo i primi accertamenti il decesso è da attribuire ad un malore. La morte, secondo i carabinieri, dovrebbe risalire ai mesi di gennaio-febbraio 2017, questo basandosi anche sulle date delle bollette rimaste nella cassetta strapiena della posta, alcune risalenti al dicembre 2016.

Alcuni residenti hanno detto di aver chiesto all’Aceg in passato di controllare, perché dall’alloggio proveniva un fortissimo odore. Ma non era stata fatta alcuna verifica all’interno dell’abitazione. “Avremmo dovuto forse chiamare subito i carabinieri” si è rammaricata una vicina di casa. Si era anche sparsa la voce che la sessantenne, con qualche problema di salute, fosse stata ricoverata in ospedale, e questo aveva fatto sembrare naturale il fatto che non la si vedesse vedesse nel palazzo.

Ma l’assenza durava da quasi due anni, e così altri residenti del condominio si sono decisi a chiamare il 112, e sono intervenuti i Carabinieri del Radiomobile di Verona, assieme ai pompieri. L’appartamento-tomba è stato aperto, all’interno c’era il corpo in avanzato stato di decomposizione. La sessantenne non aveva un lavoro che la portasse fuori di casa. Descritta come taciturna, introversa, aveva pochi rapporti con vicini, meno ancora con i parenti e anche con l’anziana madre, che vive in un’altra città. Pare che le due non si parlassero da anni. Dopo il divorzio aveva chiuso ogni comunicazione anche con l’ex marito, e non aveva figli.

Una storia di emarginazione, neppure tanto straordinaria. Nel marzo scorso, a Venezia, c’era stato un caso analogo: quello di un ex professore di liceo trovato morto in casa sette anni dopo il decesso. Abitava in un appartamento del centro storico, ma nessuno l’aveva più cercato dal 2011. Anche l’Inps – nonostante la cancellazione del professore dall’anagrafe comunale – aveva continuato a pagargli la pensione. L’unica parente in vita era una sorella, che non lo vedeva da 10 anni, la sola però che, forse, erediterà l’abitazione e i risparmi del fratello che aveva ‘dimenticato’.