Verona: uccide il padre, lo taglia a pezzi e lo getta tra i rifiuti

Pubblicato il 31 maggio 2010 11:01 | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2010 11:59

Uccide il padre, lo taglia a pezzi e ne getta il cadavere in un bidone dei rifiuti. Il fatto é avvenuto domenica sera in un quartiere di Verona. L’omicida dopo alcune ore passate in Questura, ha confessato. In carcere è finito Piergiorgio Zorzi, 20 anni, accusato dell’omicidio del padre, Giorgio, 66 anni.

Il corpo di Giorgio Zorzi è stato tagliato in cinque parti. Lo si è appreso da fonti vicine agli inquirenti. Il figlio avrebbe usato una sega per tagliare gambe e braccia dal corpo. Lo avrebbe fatto, secondo quanto si è appreso, perché il corpo non stava nel bidone dei rifiuti organici. L’omicidio sarebbe avvenuto in casa.

Sono stati i condomini a chiamare la polizia per il malodore che proveniva da uno dei bidoni delle immondizie. Sul posto sono intervenute le volanti, il dirigente della squadra mobile scaligera Giampaolo Trevisi e il suo vice Massimo Scannicchio che hanno portato il giovane in Questura dove, sottoposto ad un interrogatorio durato diverse ore, ha infine confessato davanti al pm scaligero Elvira Vitulli.

Piergiorgio Zorzi avrebbe ucciso il padre Giorgio una settimana fa. L’indiscrezione è emersa in ambienti vicino agli inquirenti. Il cadavere, tagliato in cinque pezzi e buttato in un bidone per rifiuti, era in avanzato stato di decomposizione. Per accertare come e quando è stato morto l’uomo, il magistrato incaricato dell’inchiesta ha disposto l’ esame autoptico che verrà fatto in mattinata all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Verona.

I rapporti tra Giorgio Zorzi e il figlio Piergiorgio erano piuttosto tesi da anni. Il figlio avrebbe parlato di problemi fin da quando era bambino davanti alla squadra mobile e al pm Elvira Vitulli. La confessione sarebbe arrivata nelle prime ore di lunedì, dopo cinque ore di interrogatorio. L’uomo sarebbe stato ucciso con un coltello, o un altro oggetto appuntito, nel corso dell’ennesima lite.

Il figlio non ha, al momento, saputo spiegare il motivo scatenante né del diverbio né del gesto omicida. Il giovane, 20 anni, aveva lasciato la scuola superiore anzitempo ed era in cerca di occupazione. La madre, che ha problemi di salute, si è allontanata da casa da una decina di giorni per recarsi a Peschiera (Verona) per accudire l’anziana genitrice.