Verona: risarcimento 250mila, valore tele assicurate 440mln

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2015 11:15 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2015 11:15
Verona: risarcimento 250mila, valore tele assicurate 440mln

Tra i 17 quadri rubati al Museo Castelvecchi, la Madonna della quaglia del Pisanello

VERONA – Al danno del furto (meglio dire rapina, è un dettaglio importante) delle 17 tele di grandi maestri avvenuto al Museo di Castelvecchio di Verona, si aggiunge la beffa del risarcimento, davvero irrisorio, 250mila euro totali. Del resto, nel contratto assicurativo stipulato con la Cattolica Assicurazioni, per un valore complessivo dei quadri di proprietà del Comune (tra cui le tele in questione) di 440 milioni di euro, l’amministrazione si è assicurata alla voce “furto” per un milione di euro.

Furto che non è il reato occorso al museo: per portarsi via i quadri (tra cui dei Mantegna, Rubens, Tintoretto, Bellini…) i ladri hanno fatto una rapina, fattispecie di reato diversa e ritenuta più improbabile e quindi assicurata con un massimo di risarcimento minore, 250mila euro appunto. Alessio Corazza spiega sul Corriere della Sera quali sono i passi successivi, se magari il Comune potrà rivalersi contro i responsabili di eventuali mancanze nella sicurezza.

Ovviamente, il Comune obietterà e cercherà di far valere le sue ragioni, per ottenere l’interezza del milione di euro. Sarebbe, comunque, una magra consolazione visto l’enorme valore delle opere sottratte al museo civico: si parla di almeno 15 milioni di euro, ma in realtà per alcune opere il valore è sostanzialmente inestimabile. Se il Comune dovrà da una parte battagliare con l’assicurazione per il risarcimento, dall’altro dovrà puntare a rivalersi sulla ditta privata che ha in appalto la sicurezza di Castelvecchio. In particolare, se dovessero emergere delle falle nelle procedure adottate da Sicuritalia (ancora non si capisce perché dalla control room della ditta non siano state allertate le forze dell’ordine una volta che l’allarme a Castelvecchio non era stato inserito), ci sarebbe spazio per una causa in sede civile. (Alessio Corazza, Corriere della Sera).