Verona, sberla allo studente che disturba: prof condannata al carcere

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 luglio 2018 17:44 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2018 17:44
Verona, sberla allo studente che disturba: prof condannata al carcere

Verona, sberla allo studente che disturba: prof condannata al carcere (Foto Ansa)

VERONA – Ha dato una sberla ad uno studente, ed è stato per questo condannata a dieci giorni di carcere e 600 euro di risarcimento. Per il Tribunale di Verona è questo il ‘prezzo’ di un gesto violento commesso a scuola da un’insegnante nei confronti di un proprio studente. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  Uno schiaffo sul volto, che fece volare a terra anche gli occhiali del ragazzo.

Nei guai è finita una professoressa di matematica di un istituto superiore di Verona, che si è giustificata con il giudice sostenendo che quel gesto fatto con il braccio era stato “involontario”, e che non sarebbe stata sua intenzione colpire l’adolescente.

In aula sono state sentite anche due ex studentesse che quel giorno sostenevano l’interrogazione alla lavagna, ma la loro testimonianza non ha fatto chiarezza sulla volontarietà o meno dello schiaffo. Così la sentenza è stata sfavorevole alla professoressa, che adesso farà appello.

I fatti risalgono al 16 maggio 2014. Erano giorni di verifiche orali a tappeto, in vista della fine dell’anno. La professoressa aveva più volte ripreso il quattordicenne, che disturbava durante l’interrogazione, fino a cacciarlo dalla classe, mandandolo in corridoio. Una volta che il ragazzo era rientrato, l’aveva fatto spostare col banco accanto alla cattedra, per controllarlo meglio. Ma non era servito a niente; lo studente, irrequieto, si era avvicinato alle spalle della prof. mentre questa metteva i voti sul registro elettronico. E’ stato in questo frangente che la donna avrebbe alzato la mano, colpendo in viso lo studente e facendogli cadere gli occhiali.

“A mio figlio ho sempre insegnato a scusarsi se sbaglia, così avrebbe dovuto fare anche l’insegnante”, ha commentato la madre del giovane, spiegando così, per le mancate scuse della prof di matematica, la decisione di costituirsi assieme al marito parte civile nel processo.