Veronica Lario e Silvio Berlusconi alla prefettura di Milano per discutere separazione

Pubblicato il 31 Gennaio 2010 8:41 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2010 10:43

Veronica Lario e Silvio Berlusconi si sono incontrati ieri per 20 minuti alla Prefettura di Milano. Non accadeva da nove mesi. Ma il presidente del consiglio e la moglie non erano soli, bensì in compagnia di due squadre di avvocati, quattro per lui, uno per lei.

La notizia è del Corriere della Sera di Milano, che le riserva il titolo più importante della prima pagina. Se una volta ad appassionare gli italiani erano le vicende dei Savoia e le loro intemperanze, oggi, con l’ultimo rampollo della ex real casa ridotto a fare il cantante al festival di Sanremo, la nostra voglia di regalità è soddisfatta da Berlusconi e le sue schiere di donne, la seconda moglie legittima in testa.

L’incontro si è svolto in Prefettura perché tutti hanno giudicato poco opportuno tenerlo nel luogo deputato, il Tribunale: ieri erano in corso manifestazioni di giudici proprio contro Berlusconi e i suoi progetti di riforma della magistratura, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Non c’è stato però nulla da fare perché gli astuti cronisti del Corriere della Sera hanno notato l’insolito, per il sabato pomeriggio, assembramento di auto blu e blindati vari, incluso quello che, a quanto pare con scarsa efficacia, accompagna Berlusconi nei supoi spostamenti in città.

A provocare l’incontro è stata la richiesa di separazione presentata lo scorso aprile da Veronica.  Si è trattato di una vera e propria udienza, retta dal giudice Gloria Servetti, presidente della nona sezione civile del Tribunale di Milano. Era una cosiddetta udienza di conciliazione, quando cioè i coniugi vengono convocati dal magistrato per capire se ci sono i margini di un accordo e decidere se si va verso una separazione di tipo consensuale o no.

Poi i due quasi ex coniugi si sono allontanati e la parola è passata ai legali, il cui incontro  è durato cinque ore, fino alle 19.

Myriam Bertolini, in arte Veronica Lario, ha chiesto un assegno di mantenimento, cioè gli alimenti, di 43 milioni di euro all’anno, pari a circa tre milioni mezzo al mese. La cifra è giusitificata dal fatto che quando il marito è ricco, la moglie avrebbe diritto a continuare anche dopo la separazione lo stesso tenore di vita di prima. Questa è la tesi comunque sostenuta dall’avvocatessa della Bartolini – Lario, Maria Cristina Morelli.

Le colpe che la moglie attribuisce a Berlusconi sono note a tutti gli italiani e hanno occupato le cronache dei giornali tutta la primavera e l’estate 2009. A dare l’avvio alla valanga di rivelazioni fu la partecipazione di Berlusconi alla festa di compleanno, svoltasi a Casoria, nel Far West alle porte di Napoli, di Noemi Letizia, una ragazzina che da allora è diventata di proprio diritto un personaggio degno di titolo sulle pagine dei giornali del mondo intero.

La notizia uscì il 27 aprile. Noemi in quei giorni compiva 18 anni e il figlio primogenito di Berlusconi, Piersilvio, ne compiva 40. Ce n’era abbastanza per fare uscire dai gangheri la signora Bartolini-Lario, che ha dato a Berlusconi tre figli, Barbara, 25 anni, Eleonora, 23, Luigi 21. A loro, se non altro per la giovane età, il padre non ha ancora dato, in termini di ruolo, non si sa di patrimonio, quel che ha dato ai due maggiori, Piersilvio e Marina, presidentessa anche lei di qua e di là mentre il fratello, col titolo di vice presidente, è capo dell’impero televisivo costruito da papà.

A Veronica Lario è bastato accusare il marito di essere “malato” e di “andare con le minorenni” per incendiare la politica, scatenando i giornali e i politici, che non hanno perso la ghiotta occasione per fare qualche figuraccia.

Per mesi l’Italia è stata appassionata dal dibattito su perché Berlusconi fosse andato al compleanno di Noemi e la sfilza di bugie rifilate ai giornali dal Nostro non hanno fatto che infittire il mistero: Noemi è figlia di Silvio, è stata o è la sua amante? Lo è stata la mamma, lo è stata la mamma e ora anche la figlia? Tutte cose da fare impazzire i maschi italiani, che conservano nel ripostiglio delle proprie inconfessabili fantasie erotiche sogni del genere e da dividere su due fronti inconciliabili le donne, quelle schierate con la povera Veronica e quelle che ritengono che la signora, una ex attrice, debba singraziare Dio e San Silvio della ricchezza piovutale addosso.

Come hanno fatto notare gli avvocati di Berlusconi, Veronica possiede già, dono del marito, immobili a Milano, Londra,  New York, in Sardegna e ancora società e denaro liquido, di cui però il Corriere della Sera non precisa l’ammontare.

In sostanza è anche quel che pensano gli avvocati di Berlusconi, tra i quali c’erano Ippolita e Niccolò Ghedini e Cristina Rossello) hanno giudicato eccessiva la richiesta e, riferisce il Corriere della Sera, hanno controproposto meno della decima parte: 200 mila euro mensili con aprtura per arrivare a 300 mila.

Sono cifre da capogiro, le une e le altre, se si pensa che ci sono operai che restano senza lavoro e si ammazzano, che lo stipendio medio del lavoratore italiano è la quindicesima parte del minimo offerto, che il Senato ha votato un tetto alle retribuzioni dei manager delle società quotate in borsa  pari alla decima parte di quel che vorrebbe Veronica-Myriam.