Veronica Panarello al marito: Loris a casa. Ma la sorella…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2015 11:09 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2015 11:09
Veronica Panarello al marito: Loris a casa. Ma la sorella...

Veronica Panarello al marito: Loris a casa. Ma la sorella…

RAGUSA – Sabato 7 novembre, carcere di Agrigento. Veronica Panarello ha chiamato il marito, Davide Stival, deve dirgli una cosa importante. “È vero, quel giorno non accompagnai Loris a scuola”. Comincia così a sgretolarsi la versione fin qui sostenuta dalla madre del bimbo di 8 anni, trovato morto in un canalone di Santa Croce Camerina, il 29 novembre 2014.

L’orario è importante per la Procura di Ragusa: lei sostiene che è stato suo figlio a passarle il cellulare, invitandola a non rivelare al padre che non era entrato a scuola, per i magistrati, convinti, che l’abbia ucciso lei, è la discriminante importante per stabilire l’eventuale premeditazione. Davide ricorda anche che dopo il colloquio con le maestre del bambino, alle quale Verona Panarello consegna delle fascette che aveva a casa, lo invita più volte e perentoriamente a “andare a vedere se ci sono fascette in auto”. Alla contestazione del marito che “davanti casa ci sono ancora i giornalisti”, lei insiste. Lui scende in garage, controlla l’auto e non trova fascette.

“Per me lo ha ucciso lei” perché probabilmente “Loris ha visto qualcosa che non doveva vedere, ma non so dire cosa”, racconta invece Antonella Panarello, sorella di Veronica, davanti al Palazzo di giustizia, spiegando di essere venuta “per guardarla negli occhi”. Lei non crede alla svolta improvvisa della sorella: “Ha sempre ricordato tutto”. Di “averle creduto, perché non penso che una madre possa uccidere un figlio, poi ho fatto un passo indietro”. Sui soldi avuti da programmi televisivi sostiene: “Sono affari nostri, non è un reato… ci hanno dato un compenso – spiega – perché aspetto il quinto figlio, ho perduto il lavoro e con il cognome che porto nessuno me ne darà mai”.