Veronica Panarello, bigliettino a un anno dalla morte Loris

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Novembre 2015 8:32 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2015 8:32
Veronica Panarello (foto Ansa)

Veronica Panarello (foto Ansa)

RAGUSA – “Cucciolo di mamma…”: questo l’incipit di un bigliettino scritto in carcere da Veronica Panarello a un anno dalla scomparsa del piccolo Loris. Omicidio per il quale è indagata e accusata proprio la madre: Veronica Panarello.

“Cucciolo di mamma – scrive Veronica Panarello – Sono passati 12 lunghi interminabili mesi e non passa ora, minuto e attimo in cui penso a quando eravamo felici, a come giocavamo insieme, quando correvi e venivi in braccio a me e tutto felice mi riempivi di baci ed io ti abbracciavo forte forte. La tua mancanza si fa ogni giorno più atroce, non vivo più da quel maledetto 29 novembre… la mia vita ha finito di esistere per sempre. Prego la Madonna, lei che è la nostra mamma, la mamma di tutti gli uomini, di darmi la forza di andare avanti in questo mio calvario e prego soprattutto per te, amore mio, di essere sempre vicino a me, a Diego e al tuo papà. Ti amo di un bene infinito: la tua mamma!”.

Anche il nonno, su un foglio plastificato con la scritta che copre il volto de bambino, scrive: “Una preghiera a Loris. Il 29 novembre sarà un anno che non ci sei più, piccolo Loris” e continua “ti hanno strappato alla vita, ti hanno strappato a noi tutti che ti abbiamo sempre amato di un amore immenso. Mi manchi tanto, mi manca il tuo sorriso, il tuo sguardo birbante, mi mancano i tuoi abbracci e i bacini che mi davi quando venivo a casa a trovare te, Diego, la mamma e papà”. “Ricordo con immensa ansia quanto ti cercavano e il dolore immenso (che rimarrà per tutta la vita) quando ti trovammo. Piccolo angelo… Questa non è soltanto una lettera d’amore di un nonno verso il nipotino, ma è una preghiera in cui mi rivolgo a te ogni giorno e notte per aiutare a proteggere la tua dolcissima mamma, mia figlia Veronica, affinché tu in primis possa avere la vera giustizia terrena. Ti voglio bene, Loris, e te ne vorrò sempre… I miei occhi stanchi per le troppe larcime versate non smetteranno mai di guardare il cielo e pregare Dio e soprattutto invocarti per aiutare la mamma. Il 29 novembre sarà anche un giorno più brutto perché qualcuno ha distrutto la vita di una famiglia intera e le mie lacrime si fanno sempre più amare… Aiuta la tua mamma e progetti sempre il tuo fratellino Diego. Con immenso amore nonno Ciccio”.

Inoltre domenica 29 novembre, alla scuola Psaumida di Santa Croce Camerina, in memoria del piccolo Loris Stival ucciso un anno fa è stata scoperta una targa: “Il nostro pensiero vola a te, al tuo dolce sorriso. Il vivo Ricordo, se non cancella il dolore, ci consente di pensarti né spento né lontano, ma vicino a noi, al sicuro nei nostri cuori dove continui a giocare e a sorridere. Per sempre!”.