Veronica Panarello querelata dal suocero: lo aveva minacciato dopo la condanna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2018 12:50 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2018 12:50
Veronica Panarello querelata dal suocero Andrea Stival: lo aveva minacciato dopo la condanna

Veronica Panarello querelata dal suocero: lo aveva minacciato dopo la condanna (foto Ansa)

RAGUSA – Andrea Stival ha querelato la nuora Veronica Panarello per le minacce ricevute in tribunale dopo la condanna della mamma di Loris a 30 anni di carcere [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Nell’aula la Panarello avea urlato “Sei contento? E’ tutta colpa tua, ma ti ammazzo con le mie mani. Quando esco…”. La scena era stata anche ripresa dalle telecamere. Ora, a distanza di quasi un mese da allora, la decisione di Stival.

La Corte d’assise d’appello di Catania aveva confermato la sentenza di primo grado, del 17 ottobre del 2016, emessa dal Gup di Ragusa Andrea Reale, nei confronti di Veronica Panarello, la donna accusata di avere ucciso il 29 novembre del 2014, il figlio Loris di 8 anni. Lo avrebbe strangolato, nella loro casa di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, con delle fascette di plastica e poi gettato il corpicino in un canalone, di contrada Mulino Vecchio.

Una sentenza che la donna, vestita di nero, capelli lunghi schiariti, non ha accettato reagendo violentemente prima contro un giornalista, che ha mandato ‘al quel paese’, e poi contro il suocero, Andrea Stival, che lei ritiene la causa di tutti i suoi mali: lo ha accusato di avere ucciso Loris per non fargli rivelare al padre di una loro presunta relazione, ma non è creduta da più giudici. In aula, in piedi, lo ha indicato nettamente con un dito e ha urlato: “Sei contento? E tutta colpa tua, ma ti ammazzo con le mie mani quando esco…”. La donna  stata è portata fuori dalla polizia penitenziaria.

Ma ritenendo la “condanna ingiusta” ha detto al suo legale, l’avvocato Francesco Villardita che riferì dello sfogo dell’imputata prima che venisse trasferita in carcere: ‘”Da adesso sconti non ce ne saranno più per nessuno: dato che non ho avuto giustizia, la giustizia me la farò da sola e quando uscirò dal carcere lo ucciderò”. Frasi che, per il penalista, “in un momento di sconforto ci possono stare anche se – sottolineava l’avvocato Villardita – non si possono giustificare. Dobbiamo comprendere il suo stato d’animo”.

Andrea Stival, parte civile nel processo, aveva replicato tra rabbia e sdegno: “E’ emerso lo schifo che ha fatto Veronica Panarello. Non c’è alcunché che potrei dire di lei che ha tolto la vita a un bambino e alle persone che stanno accanto a me. Non ci sarà mai giustizia per mio nipote, perché non tornerà più”.