Veronica Panarello: Zaino di Loris? Mio padre e mia zia…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2015 19:10 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 20:00
Veronica Panarello: Zaino di Loris? Mio padre e mia zia...Veronica Panarello: Zaino di Loris? Mio padre e mia zia...

Veronica Panarello: Zaino di Loris? Mio padre e mia zia…

RAGUSA – Lo zainetto di Loris che stanno cercando polizia e carabinieri lo avrebbero cercato lungo la strada di Donnafugata il padre di Veronica Panarello e una sua zia, senza trovarlo. Lo ha detto la donna durante l’interrogatorio reso alla Procura di Ragusa. “Ho detto a mio padre – dice la donna ai Pm – di cercarlo lungo la strada di Donnafugata, ma non gli ho indicato il luogo preciso. L’ho fatto per verificare se i miei sospetti che via via emergevano erano veri oppure legati soltanto a un sogno. Mio padre e Antonella Stival mi dissero che avrebbero provveduto a cercarlo, facendomi poi sapere di non averlo trovato”.

Loris? Non l’ho visto entrare a scuola… eravamo in ritardo, ma non ti preoccupare c’era tanta gente”. Lo avrebbe detto Veronica Panarello al marito Davide Stival durante la telefonata ricevuta alle 09.01 il giorno della morte del loro figlio maggiore. La ricostruzione è stata fornita da Davide Stival sentito tre giorni fa su disposizione della Procura di Ragusa dopo il colloquio in carcere con la donna.

L’orario è importante per la Procura di Ragusa: lei sostiene che è stato suo figlio a passarle il cellulare, invitandola a non rivelare al padre che non era entrato a scuola, per i magistrati, convinti, che l’abbia ucciso lei, è la discriminante importante per stabilire l’eventuale premeditazione. Davide ricorda anche che dopo il colloquio con le maestre del bambino, alle quale Verona Panarello consegna delle fascette che aveva a casa, lo invita più volte e perentoriamente a “andare a vedere se ci sono fascette in auto”. Alla contestazione del marito che “davanti casa ci sono ancora i giornalisti”, lei insiste. Lui scende in garage, controlla l’auto e non trova fascette.