Versilia, gestori di discoteca sfuggono a sequestro e rapina

Pubblicato il 1 Febbraio 2010 11:20 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2010 11:20

La costa della Versilia

«Fai quello che ti dico o ti ammazzo».

In due, italiani, tra i 45 ed i 50 anni, hanno tentato di rapinare i gestori della Capannina del Marco Polo che rientravano a casa con l’incasso, dopo il primo veglione di Carnevale, intorno alle cinque del mattino. «Non mi sarei mai aspettato di trovarmi un’arma puntata a Viareggio».

Racconta l’alba di terrore Lamberto Lumbrici, gestore del locale insieme alla moglie Loredana. I due malviventi hanno aspettato per ore il ritorno a casa della coppia, nel quartiere Città Giardino. Gli agenti del vice questore Leopoldo Laricchia, che dirige il commissariato, hanno trovato nei paraggi numerosi mozziconi di sigaretta.

«Mia moglie è arrivata a casa mezz’ora prima di me – racconta Lumbrici – Io ho varcato il cancello che erano le cinque. Mi sono accorto di due persone che si muovevano nel giardino. Ho tirato giù il finestrino ed ho gridato “ ma che fate?”. È stato un attimo: uno dei due uomini mi si è avventato addosso puntandomi la pistola alla testa attraverso il finestrino semi aperto. L’altro si è fiondato in macchina, lato passeggero e mi ha tolto le chiavi dal cruscotto».

L’imprenditore, però, ha reagito. «Con un colpo della mano ho scansato la pistola, ferendomi. Poi ho avuto una colluttazione con il complice in macchina e mi sono ripreso le chiavi, non so nemmeno come». Sono attimi concitati e terribili: «Ho urlato a mia moglie, che era in casa, di chiamare il 113. Ma non è bastato ad allontanarli. Anzi, i due si sono diretti alla porta. Mentre io scappavo sperando che mi seguissero per prendersi i soldi». Ma i ladri devono aver pensato che fosse più facile prendersela con una donna. Nel frattempo arriva la Volante, e Lumbrici guida gli agenti in casa pensando di trovarvi ancora la moglie con i malviventi. «Invece c’erano le stanze vuote, messe a soqquadro, il quadro esterno della cassaforte a terra. E di mia moglie non c’era traccia».

Loredana è in mano ad uno dei due rapinatori. Che ha costretto la donna a salire nella Smart in giardino, minacciandola di morte pistola in pugno. Fatti venti metri l’uomo intima l’alt: il complice è sulla strada, bisogna farlo salire. La donna fa presente che la piccola auto ha solo due posti. Il malvivente apre la portiera per scendere. Loredana non ci pensa su un secondo di più: spinge sull’acceleratore e lo sprint del motore non delude. Il bandito viene sbalzato fuori e la macchina si lancia in una corsa folle sul viale a Mare. Fino al Molo.