Vesuvio, ancora microscosse. Verdi: “Perché non si fanno prove di evacuazione?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2014 8:51 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2014 8:51
Vesuvio, ancora microscosse. Verdi: "Perché non si fanno prove di evacuazione?"

Il Vesuvio

NAPOLI Vesuvio sorvegliato speciale: continuano le microscosse. Non c’è rischio, assicurano gli esperti, ma intanto una rete di sensori controlla giorno e notte il microsisma che fa preoccupare i campani. E i Verdi domandano: “Nessun allarmismo, non vogliamo creare panico, ma perché non si fanno le prove di evacuazione?”.

Sono ventiquattro le stazioni di sorveglianza, di cui cinque mobili, posizionate nei punti caldi del comprensorio vesuviano, cinquanta in tutta la provincia di Napoli, dalle sponde del Vesuvio e dei Campi Flegrei fino alle pendici dell’Appennino irpino. A vigilare all’Osservatorio Vesuviano ci sono centonove ricercatori.

Registrano non solo tutte le scosse di terremoto del Vesuvio e degli altri crateri della zona, ma anche le onde impercettibili provocate da sussulti di intensità molto bassa.

Queste microscosse fanno paura, anche se gli esperti cercano di calmare gli animi. I Verdi, per bocca dell’esponente Francesco Emilio Borrelli, hanno spiegato al Fatto Vesuviano:

“È dallo scorso febbraio che l’attività sismica sembra intensificarsi, ma i vulcanologi ritengono che tutto rientri nella normale attività. Nessun allarmismo, non vogliamo creare panico ma perché non si fanno le prove di evacuazione?”.