“Vesuvio, possibile eruzione”. Piani di soccorso? Polemica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Agosto 2015 8:37 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2015 11:19
"Vesuvio, nuova eruzione in arrivo": allarme dei vulcanologi

“Vesuvio, nuova eruzione in arrivo”: allarme dei vulcanologi

NAPOLI – Il Vesuvio è pronto ad una nuova eruzione. A lanciare l’allarme sono gli esperti vulcanologi Giuseppe Settantuno e Lucia Pappalardo in un articolo pubblicato sulla rivista Nature. I due scienziati sostengono che una sacca magmatica situata tra il Vesuvio e i Campi Flegrei ad una profondità di 10mila chilometri potrebbe risalire dando luogo ad una violenta eruzione.

Già un anno fa Giuseppe Mastrolorenzo aveva lanciato l’allarme:

“Il Vesuvio è un vulcano attivo ma che non erutta ormai da anni e potrebbe diventare una grande minaccia naturale. “In Campania si rischia una catastrofe senza precedenti”, questo il verdetto degli esperti che allarma non solo la città, ma anche le zone limitrofe”.

Federica Macagnone sul Messaggero scrive che a confermare le preoccupazioni ci sono diversi segnali, tra cui il fatto che tra il 2000 e il 2012 il terreno nella zona interessata si è sollevato di circa 30 centimetri:

“Il tutto accompagnato da una sequenza di micro terremoti, nuovi fumaroli e molteplici casi di bradisismo flegreo, un fenomeno vulcanico che consiste in un periodico abbassamento e innalzamento del livello del suolo.

Nell’area altamente a rischio dove vivono oltre tre milioni di persone gli studiosi tornano a ribadire, come già avevano fatto in passato, la necessità urgente di un nuovo piano d’emergenza che sarebbe indispensabile nell’eventualità di un’eruzione, che potrebbe avvenire nel giro di qualche decennio”.

La notizia ha ovviamente sollevato un vespaio di polemiche, legato soprattutto alla necessità di mettere in salvo le oltre 3 milioni di persone che vivono nell’area a rischio. Per il consigliere regionale della Campania Francesco Emilio Borrelli (Davvero Verdi) non esistono piani di sgombero per mettere in salvo i cittadini:

“«Nonostante gli allarmi lanciati da studiosi e scienziati di tutto il mondo i vertici della Protezione Civile Nazionale guidati prima da Bertolaso e poi da Gabrielli non hanno realizzato o aggiornato i piani di evacuazione. Il Piano del Vesuvio non è stato mai aggiornato in modo concreto informando le popolazioni locali. Quello dei Campi Flegrei non esiste per non parlare di quello di Ischia mai neanche ipotizzato.

Invece il Ministero dell’Ambiente vorrebbe autorizzate trivellazioni per realizzare impianti geotermici in zone come i Campi Flegrei ad altissima densità abitativa o mete turistiche. Con la Regione Campania ci faremo promotori di un new deal affinché i piani vengano realizzati. Nelle more e’ impensabile trivellare o fare esperimenti pericolosi nelle caldere dei vulcani”.

Una dichiarazione che è stata smentita dalla Protezione Civile Nazionale, che ha ribadito l’esistenza dei piani di emergenza:

“«I piani di emergenza, che non sono strumenti calati da Roma ma il risultato del lavoro congiunto di tutti i livelli territoriali, per Vesuvio e Campi Flegrei esistono, da anni, e sono entrambi attualmente in corso di aggiornamento – e aggiunge –  Per il Vesuvio, a valle della pubblicazione della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri che stabilisce definitivamente la nuova zona rossa per l’area vesuviana, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ha recentemente emanato le indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa (pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 31 marzo scorso), decreto che sta guidando i lavori dell’intero servizio nazionale di protezione civile in questi mesi.

Nel frattempo, nel febbraio di quest’anno la Regione Campania ha approvato anche la nuova delimitazione della zona gialla della pianificazione nazionale. Anche per i Campi Flegrei,per i quali la Regione Campania ha approvato sia la nuova zona rossa sia, con la delibera n. 175 di aprile, la zona gialla si seguirà l’iter giuridico-normativo previsto per il piano di emergenza per rischio vulcanico al Vesuvio»”.