Via Crucis, Papa Francesco prega per migranti e bimbi: “Porte chiuse per calcoli politici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 aprile 2019 1:16 | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2019 2:16
 Papa Francesco alla Via Crucis prega per bimbi, migranti e donne

Via Crucis, Papa Francesco prega per migranti e bimbi: “Porte chiuse per calcoli politici”

ROMA – Papa Francesco nella Via Crucis al Colosseo del 19 aprile prega per i migranti, per le donne e per i bambini. Il pontefice si schiera contro il governo, dichiarando che tra le croci del mondo c’è quella “dei migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici”.

Non è poi mancato il pensiero del Papa al dramma della pedofilia, con la croce “dei piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza”. Il pontefice spiega che la Chiesa è sotto assalto, sia dall’interno con divisioni profonde che dall’esterno. Questa un’altra delle croci secondo Bergoglio nel giorno della Via Crucis: “Quella della Chiesa, la Tua sposa, che si sente assalita continuamente dall’interno e dall’esterno”.

Il Papa ha portato davanti alla croce di Cristo, in questo Venerdì Santo, anche gli anziani che vengono lasciati da soli, “abbandonati persino dai propri figli”, le “famiglie spezzate dal tradimento”, i consacrati che hanno perso la loro vocazione, “il loro primo amore”, come lo ha definito il Papa. Ma ci sono anche le “nostre ipocrisie” di ogni giorno, le “nostre numerose promesse infrante”. 

E nel giorno in cui tanti giovani sono scesi in piazza per richiamare l’attenzione sull’ambiente, sulla scia del movimento nato con la giovane attivista svedese Greta Thunberg, il Papa richiama anche i temi della sua enciclica Laudato si’, citando tra le croci quella “della nostra casa comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere”.

Il Papa ha pronunciato la sua preghiera al termine delle quattordici stazioni nel corso delle quali sono state scandite le meditazioni e le preghiere affidate a suor Eugenia Bonetti, una vita dedicata a strappare dalla schiavitù le ragazze vittime della tratta. E nella concretezza di chi tutti i giorni lavora per lenire le sofferenze di chi sta sulla strada, nelle preghiere è risuonato l’appello a pregare contro i tanti “muri” e “barriere”, si è parlato delle bambine costrette a prostituirsi, della vita di degrado nelle baracche di periferia; si è pregato per i migranti che attraversano disperati il Mediterraneo diventato una “tomba d’acqua”.

A portare la croce alcune religiose che, come suor Bonetti, si occupano delle persone sfruttate, dalle missionarie della Consolata alle Canossiane, dalla Casa di Rut di Caserta alle Pallottine. Tra i cruciferi c’erano anche un frate dalla Terra Santa, un religioso dalla Siria, l’Unitalsi, alcune famiglie. Ad aprire e chiudere la processione è stato il cardinale vicario di Roma, Angelo De Donatis. Poi il pontefice ha lasciato il Colle Palatino ed è rientrato in Vaticano.