Viareggio, immigrato aggredisce controllori sul bus. Assolto. “Gli ricordavano le guardie libiche”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 maggio 2018 11:44 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2018 11:48
Viareggio, immigrato aggredisce controllori sul bus. Assolto. "Gli ricordavano le guardie libiche"

Viareggio, immigrato aggredisce controllori sul bus. Assolto. “Gli ricordavano le guardie libiche” (Foto Ansa)

VIAREGGIO (LUCCA) – “Gli ricordano le guardie libiche”: per questo un immigrato senegalese è stato assolto con formula piena dall’accusa di aver aggredito una donna,   [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] due controllori, alcuni carabinieri e l’autista di un autobus della Ctt di Viarreggio (Lucca).

L’uomo a processo è stato assistito da una psicologa che ha spiegato come i controllori in divisa gli ricordassero le guardie libiche che lo aveva torturato durante il viaggio verso l’Europa, spiega il Giornale. 

Ma la sentenza non piace ai sindacalisti della Fit Cisl, rappresentanti dei verificatori e controllori della Ctt Nord di Viareggio sul cui bus era avvenuta l’aggressione da parte del migrante, a cui era stato chiesto di mostrare il biglietto. A quel punto l’uomo avrebbe schiaffeggiato una donna che gli ricordava come “tutti devono pagare il biglietto”, quindi avrebbe aggredito i controllori, l’autista e i carabinieri intervenuti nel frattempo. Durante l’aggressione avrebbe anche rotto il parabrezza del mezzo.

Nicola San Martino, segretario provinciale Cisl, contesta la sentenza:

“L’uomo che ha aggredito il nostro personale e ha rotto il parabrezza del bus, è stato assolto con formula piena perché ritenuto incapace di intendere e di volere nel momento del fatto. Una psicologa che lo assiste ha testimoniato in aula che i due verificatori, che indossavano le divise, al senegalese hanno ricordato le guardie che lo picchiavano in Libia. I nostri verificatori sono stati malmenati, i carabinieri pure, il bus danneggiato e gli utenti spaventati a morte. E l’autore di tutto ciò, salito senza titolo di viaggio, ne esce con una pacca sulla spalla. C’è più di qualcosa che stona”.