Vibo Valentia, Giuseppe Olivieri uccide 2 persone e ne ferisce 3: poi scappa nelle campagne

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 maggio 2018 21:05 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2018 1:51
Vibo Valentia, Giuseppe Francesco Olivieri uccide 2 persone e ne ferisce 3

Vibo Valentia, Giuseppe Francesco Olivieri uccide 2 persone e ne ferisce 3. Poi scappa nelle campagne (foto Ansa)

VIBO VALENTIA – Giuseppe Francesco Olivieri ha compiuto due diversi agguati a colpi di fucile in tre paesi del Vibonese, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] Limbadi, Caroni e Nicotera.

L’uomo ha danneggiato un’auto e compiuto due agguati, uccidendo un uomo e una donna e ferendo gravemente altre tre persone. La sua auto, una Fiat Panda, è stata ritrovata nelle campagne nei pressi di Limbadi: a questo punto gli investigatori hanno iniziato le ricerche battendo strade e sentieri fra i campi, insieme al Gruppo operativo dei carabinieri di Vibo Valentia pensato per la caccia ai latitanti sull’Aspromonte.

Olivieri, 32 anni, in poche ore ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue e violenza. L’uomo sarebbe imparentato con alcuni esponenti della cosca Mancuso di Limbadi. L’uomo è già noto alle forze dell’ordine. Nel 2015 era stato arrestato mentre stava innaffiando una piantagione di canapa indiana con 500 arbusti. Nel 1997 il fratello, Mario, fu ucciso in un agguato. Il giovane – all’epoca aveva 25 anni – era stato ucciso con alcuni colpi di pistola mentre era in auto. Mario Olivieri era riuscito a scendere dalla vettura ma era stato raggiunto dai sicari e ucciso.

Gli investigatori hanno ricostruito accaduto anche grazie alle videocamere di sorveglianza disponibili. Tutto è cominciato nel primo pomeriggio. L’uomo, a bordo della sua auto, si è fermato davanti ad un bar a Limbadi ed è sceso imbracciando un fucile. Una volta dentro ha sparato due colpi contro tre uomini che stavano giocando a carte. Due sono stati feriti solo di striscio, praticamente illesi, mentre è rimasto ferito in modo non grave Pantaleone Timpano. Subito dopo Olivieri è uscito, è rimontato in auto ed ha fatto pochi chilometri per spostarsi a Nicotera. Qui è entrato nell’abitazione di Giuseppina Mollese, di 69 anni, e le ha sparato contro una fucilata che ha raggiunto la donna all’addome. Poi è uscito, imbracciando sempre il fucile ha percorso a piedi cieca 200 metri, passando anche davanti a una scuola, ed è andato a casa di Michele Valarioti, 63 anni, dove la moglie ha aperto la porta all’assassino che appena entrato ha sparato uccidendo l’uomo sul colpo, mentre la donna è stata soccorsa e portata in eliambulanza nell’ospedale di Catanzaro dove è morta in sala operatoria mentre i medici si apprestavano ad operarla nel tentativo disperato di salvarle la vita.

Compiuta quella che riteneva essere la sua missione, Olivieri si è allontanato nuovamente a bordo della sua Panda che ha abbandonato nelle campagne di Limbadi proseguendo la fuga a piedi. Immediatamente è scattata una gigantesca caccia all’uomo condotta da carabinieri e polizia, anche con l’ausilio dell’elicottero dell’Arma, ma finora le ricerche hanno dato esito negativo. I gravi fatti di oggi sono stati al centro della Riunione tecnica della forze di polizia, convocata urgentemente dal Prefetto di Vibo Valentia, Guido Longo, con la partecipazione del vertici provinciali delle forze dell’ordine, nel corso della quale è stato fatto un punto di situazione sulle indagini.

Oltre alle ricerche del fuggiasco, i carabinieri della Compagnia di Tropea e quelli del Comando provinciale di Vibo sono impegnati anche nel cercare di trovare un perché al pomeriggio di sangue. Le persone finite nel mirino dello sparatore non risultano imparentate tra loro e neanche con Olivieri. Gli investigatori stanno quindi cercando di accertare se vi possano essere legami di altro tipo tra l’uomo che ha sparato e le sue vittime e tra queste tra loro.

Anche Ignazio Saccomanno, figlio di una delle due vittime di oggi, Giuseppina Mollese, era stato ucciso una ventina d’anni fa in un agguato. Gli investigatori sono al lavoro per accertare se tra i delitti di allora e quanto successo oggi vi possa essere un collegamento.