Vibo Valentia, parto cesareo negato per mancanza di anestesisti. E il giorno dopo il feto è morto

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 21:42 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 21:42
Vibo Valentia, parto cesareo negato per mancanza di anestesisti. E il giorno dopo il feto è morto

L’ingresso dell’ospedale di Vibo Valentia (Foto Ansa)

VIBO VALENTIA  –  Si era presentata in ospedale, a Vibo Valentia, per il parto cesareo, ma le era stato detto di tornare l’indomani perché non c’erano anestesisti. E quando lei, una giovane donna di 32 anni, si è ripresentata il giorno dopo, giovedì 10 ottobre, ha scoperto che il figlio che portava in grembo era morto. 

La giovane donna, riferisce l’agenzia Ansa, era arrivata alla fase finale della gravidanza, essendo alla trentanovesima settimana di gestazione. Il controllo a cui si era sottoposta, e dal quale non erano emerse anomalie, era stato effettuato il 26 settembre scorso.

Le era stato detto che a giorni sarebbe stata chiamata per il parto cesareo, ma non aveva ricevuto più notizie. Così mercoledì 9 ottobre, insieme al marito, è andata in ospedale per chiedere spiegazioni sui motivi del ritardo dell’intervento, e le è stato detto che era impossibile procedere con il cesareo per l’assenza di anestesisti. Stamattina la nuova visita in ospedale con la scoperta della morte del feto.

Ispezione interna

L’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, su disposizione del direttore generale Elisabetta Tripodi, ha disposto un’ispezione interna sulla vicenda. In un comunicato in cui ripercorre la vicenda, l’Asp riferisce che “la signora G.M.A., di 32 anni, il 26 settembre, essendo alla 37/ma settimana di gravidanza, si è presentata nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia per i previsti accertamenti sanitari. In tale circostanza la paziente, oltre alla visita preventiva, veniva sottoposta agli esami di laboratorio e strumentali (prelievo del sangue, ecografia, flussimetria, elettrocardiogramma, etc.) – continua il comunicato -. Non emergendo problemi a carico del feto e della stessa paziente, quest’ultima è stata rinviata al proprio domicilio non prima di concordare con i sanitari un ricovero programmato per il 10 ottobre (39° settimana di gravidanza) al fine di procedere con il parto cesareo. Alle 10:21 di oggi la signora è stata sottoposta ad ulteriori controlli, dai quali purtroppo è emersa la presenza di un feto premorto”.

Il Direttore generale Tripodi, riferisce ancora il comunicato dell’Asp, “ha immediatamente disposto, nel rispetto della tutela della professionalità degli operatori dell’Asp, un’inchiesta interna volta ad accertare i fatti avvenuti, riservandosi di adottare i dovuti provvedimenti nel caso in cui dovessero scaturire specifiche responsabilità”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che “ha immediatamente predisposto l’invio di un‘ispezione nell’ospedale di Vibo Valentia in seguito al decesso del feto in grembo a una donna di 32 anni”. (Fonte: Ansa)