Vicenza, gara a chi usava l’ago più grosso: condannato un infermiere

Pubblicato il 14 dicembre 2017 16:15 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2017 16:15
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Vicenza, gare a chi usava l’ago più grosso: condannato un infermiere

VICENZA – A gennaio scorso il Dott. Vincenzo Riboni suscitò l’indignazione nazionale denunciando una macabra gara tra medici e infermieri a “chi infilava l’ago più grande” all’ospedale San Bartolo di Vicenza. Dopo la denuncia del primario, era intervenuto il sindacato autonomo degli infermieri, il Nursind, e il medico da accusatore era finito accusato. Oggi non solo è stato sollevato dalle contestazioni rivoltegli ma incassa una nuova sentenza favorevole. E’ stato infatti condannato un infermiere che era stato già sanzionato dall’Ufficio disciplinare dell’Ulss. Il giudice ha rigettato il ricorso del dipendente, ribadendo che quei comportamenti andavano puniti e confermando il “rimprovero scritto” della direzione sanitaria.

Secondo i giudici bene fece il primario a segnalare la vicenda ai superiori. Vincenzo Riboni si è comportato con correttezza: è stato assolto dalle contestazioni, e l’Ulss sbagliò a sospenderlo. A pagare era stato soltanto lui: lasciato a casa senza stipendio per dieci giorni, e poi invitato a smaltire tutte le ferie arretrate per avviarsi alla pensione. Nessun provvedimento invece per gli altri sanitari coinvolti: al massimo un trasferimento ad altro reparto.

Il caso scoppiò a gennaio 2016, quando Riboni segnalò 8 persone del suo reparto, i cosiddetti Amici di Maria, dal nome della chat su Whatsapp, alla direzione dell’Ulss, ritenendole responsabili di una presunta gara di cannule alle spalle dei pazienti. Il Nursind denunciò Riboni, sostenendo che aveva alterato i contenuti di una riunione. L’Ulss sospese il medico, che poi ha vinto il ricorso.