Vicenza, soldati Usa accusati di stupro prostituta. Sindaco: “Giudicati qua”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2014 17:34 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2014 17:42
Vicenza, soldati Usa accusati di stupro prostituta. Sindaco: "Giudicati qua"

Achille Variati, sindaco di Vicenza (foto Facebook)

VICENZA – Due soldati americani sono accusati di aver violentato una prostituta in Italia: il sindaco di Vicenza chiede che i militari siano giudicati nel nostro Paese. Il governo americano aveva infatti chiesto l’estradizione per giudicare in patria i propri soldati.

I due sono accusati di aver violentato e pestato una prostituta romena al sesto mese di gravidanza. Achille Variati (sindaco di Vicenza, dove sarebbe avvenuta la violenza) ha scritto per questo preventivamente al ministro della giustizia Andrea Orlando, invitandolo a esprimere parere negativo ad una istanza in questo senso.

Entrambi gli episodi – ricorda Variati nella missiva al ministro, citando il duplice caso di violenza sessuale di cui si sarebbe reso responsabile il soldato americano – si sono verificati al di fuori dell’esercizio delle funzioni militari”. La città e l’amministrazione di Vicenza, rincara il sindaco, “stanno vivendo tali fatti con sgomento e preoccupazione per la gravità dell’offesa alla persona”. Per Variati “c’è la concreta possibilità che i processi non vengano celebrati in Italia”, sottolineando che per le due vittime sarebbe molto difficile recarsi negli Stati Uniti per far valere le loro ragioni e avere giustizia

“In via cautelare preventiva – dice il sindaco nella missiva, i cui stralci sono riportati oggi dal ‘Giornale di Vicenza‘ – si chiede al ministro di respingere un’eventuale rinuncia alla giurisdizione italiana”, ricordando che uno dei due soldati coinvolti è stato accusato in precedenza di un caso simile che ha visto per vittima una minorenne vicentina. Da parte loro gli americani si rifanno alle intese che sussistono tra Italia e Usa.

“Secondo gli accordi Sofa (Status of forces Agreement), gli Stati Uniti chiedono alla nazione ospitante il trasferimento della giurisdizione – spiega il maggiore Mike Weisman, portavoce della 173/a Brigata – in tutti i casi in cui personale militare statunitense è coinvolto”. Per Weisman “al momento non sono state formulate delle accuse formali nei confronti dei due soldati. E’ in corso un’indagine sia da parte italiana che da parte americana”.

A lamentare il ‘muro di gomma americano’ sono Alessandra Bocchi e Masina Varriale, legali della giovane romena: “stiamo chiedendo alla Caserma collaborazione ma in cambio stiamo ottenendo solo silenzio – accusa l’avvocato – Nessuna delle nostre richieste non solo non è stata accolta, ma nemmeno ha ricevuto una risposta. Vorremo, per esempio, che fosse l’esercito americano a sostenere le spese di determinati esami specifici prenatali a cui dovrà sottoporsi la nostra assistita”.