VIDEO YouTube Pasquale Lello Valitutti, No Expo in sedia a rotelle era con Pinelli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2015 9:08 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2015 9:08

MILANO – Pasquale “Lello” Valitutti, il No Expo in sedia a rotelle, è diventato uno dei simboli della protesta di Milano. In prima linea negli scontri, nonostante la disabilità, ma per lui non era una prima volta. Come spiegano infatti Alessandra Coppola sul Corriere della Sera e Valeria Teodonio su Repubblica, Valitutti ha una lunga storia: per esempio era nella Questura di Milano quando nel 1969, morì in circostanze misteriose l’anarchico Giuseppe Pinelli. E Lello c’era anche a Roma, durante altri celebri scontri, quelli dell’ottobre 2013.

Valitutti abita a Roma e a Milano ci è andato in Frecciarossa, lo stesso treno con cui è tornato a Roma. Coppola gli fa notare che la scelta del mezzo potrebbe sembrare una contraddizione: “Ma come? Prende un treno ad alta velocità per andare ai cortei No Tav? «Non ho scelta: sono gli unici ad avere una carrozza per disabili». I ragazzi, spiega, si muovono in macchina o in pullman. «Sono molto carini con me ma non voglio dare fastidio, non voglio essere un peso, vado solo quando sono in grado di organizzarmi»”.

Ecco invece alcuni stralci dell’intervista rilasciata a Teodosio di Repubblica: Ed era in prima linea.
“Esatto. Quando è arrivata la polizia, gli agenti in divisa mi hanno colpito alla testa. Ma solo con le mani, non con i manganelli. Così, giusto per stordire. Poi sono arrivati gli altri in borghese, e mi hanno minacciato: “Guarda che ti conosciamo, sappiamo dove abiti. Veniamo a casa tua e ti facciamo saltare le cervella”. Non si minaccia così una persona”.

Ieri, però, il centro di Milano è stato devastato. Hanno distrutto vetrine, automobili…
“Hanno colpito dei simboli: banche, macchine da ricchi. Nessuna macchina povera. Anche se, a volte, in queste situazioni può succedere, può capitare per sbaglio”.

Ma cosa c’entrano i proprietari di quelle automobili?
“Deve capire che questi ragazzi vengono qui e rischiano la loro incolumità per i loro ideali. Lo fanno perché sono disperati, è l’angoscia che li muove. Se li prendono possono farsi anche 10 anni di galera. Cosa ci guadagnano? Io sono vecchio, anche se mi beccano non rischio molto. Loro sì, ma vengono comunque. E colpiscono i simboli del mondo che non vogliono”.