Vigili assenti, 31 a rischio licenziamento: “Anomalia organizzata”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Gennaio 2015 23:14 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2015 23:14
Vigili assenti, 31 a rischio licenziamento: "Anomalia organizzata"

Vigili assenti, 31 a rischio licenziamento: “Anomalia organizzata”

ROMA – Sono 31 i vigili di Roma a rischio licenziamento dopo le assenze in massa per malattia della notte di Capodanno. Altri sette rischiano sanzioni disciplinari meno pesanti, fino a 10 giorni di sospensione. Le conclusioni dell’inchiesta interna del Corpo di Polizia Municipale parlano di “una assoluta anomalia che non può essere frutto del caso e che anzi appare organizzata”. La certificazione di uno “sciopero” mascherato da malattia, consegnata al Campidoglio e che poi finirà anche sul tavolo degli ispettori della Pubblica amministrazione, del Garante per gli scioperi e della Procura.

A quasi un mese dalla defezione dal servizio di centinaia di agenti della municipale e dall’esplodere del caso, questo è il primo bilancio ufficiale.

Il sindacato Ospol, che sulla vicenda ha già proclamato uno sciopero nazionale il 12 febbraio, si dice perplesso dai risultati e chiederà una commissione d’inchiesta sulla gestione di quella giornata. La Cgil nega di aver partecipato a uno sciopero bianco e chiede un’audizione all’Authority. “Il 29 gennaio – fa sapere – con Cisl e Uil ne parleremo in un incontro con il sindaco Marino”.

Mentre il Campidoglio rende noti i risultati dell’indagine interna:

 

“L’assenza improvvisa di 745 vigili per malattia, di 89 perché hanno donato il sangue, di 249 per la legge 104, di altri 140 per altre motivazioni (articolo 19 e legge 53) si configura come una assoluta anomalia che non può essere frutto del caso e che anzi appare organizzata”.

L’inchiesta ha riguardato,

“la verifica sulla correttezza formale delle giustificazioni delle assenze – prosegue la nota – e ha condotto all’identificazione di 31 procedimenti che sono stati consegnati all’Ufficio provvedimenti disciplinari di Roma Capitale per i quali le sanzioni previste superano gli 11 giorni di sospensione, e possono arrivare al licenziamento. Altri 7 casi (per cui le sanzioni sono all’interno dei 10 giorni di sospensione) sono stati, invece, affidati ai diversi gruppi del corpo”.

Nel rapporto si parla poi di 4 dirigenti che non hanno fatto effettuare le visite fiscali richieste, adducendo varie motivazioni, e di 31 medici che hanno redatto certificati medici “dubbi”.

“Resta però la questione più rilevante e che la relazione indica – afferma il Campidoglio – le assenze della notte del 31 dicembre si sono verificate dopo la proibizione (decisa dal prefetto e dall’autorità garante sugli scioperi) di assemblee sindacali indette per la stessa notte del 31 come replica all’annuncio, fatto il 17 dicembre, dell’avvio della rotazione a partire da gennaio 2015”.

L’indagine interna sui pizzardoni assenti, affidata dal comandante Raffaele Clemente al suo vice Raffaella Modaferri, ha portato a ricostruire i passaggi della vicenda. Negli ultimi due giorni prima della notte di San Silvestro è chiaro come “la situazione sia andata precipitando”. “A quel punto il comando, davanti a pesanti indizi di una assenza generalizzata – si legge – ha fatto ricorso all’istituto della reperibilità”, riuscendo in qualche modo a coprire le esigenze di servizio. Ora si attende la risposta dei sindacati.