Vigili del Fuoco, Eurispes: “Sono sotto organico e mal pagati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2018 16:13 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2018 16:13
vigili del fuoco

Vigili del Fuoco, Eurispes: “Sono sotto organico e mal pagati”

ROMA – “Sono amatissimi. Ricevono grande apprezzamento dall’86% degli italiani, ai funerali di Stato delle vittime di Genova sono stati applauditi per l’abnegazione dimostrata tra le macerie del Ponte Morandi nella loro ricerca di salvare vite. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo stesso è avvenuto lo scorso anno per la tragedia dell’hotel di Rigopiano, e nelle tantissime altre occasioni (un milione di interventi nel 2017) in cui si adoperano per le piccole, medie e grandi emergenze che mettono a rischio la salute e la vita dei cittadini: crolli, smottamenti, incendi, terremoti, alluvioni. Sono i Vigili del Fuoco, un corpo con un organico operativo di meno di 30.000 unità (cui vanno sommate 3/4.000 unità presenti solo sulla carta)”. Lo si legge in una nota dell’Eurispes.

“Un Corpo sotto organico, ‘ufficialmente’ di 1.286 unità, ma che in realtà dovrebbe essere ampliato di altre migliaia di unità, mentre invece si fa fatica a coprire il turn-over allo stesso modo in cui le Forze di polizia dovrebbero continuare a recuperare il grave gap numerico determinato dai tagli degli arruolamenti imposto dal decreto-legge sulla spending review del 2012 – dichiara Tullio Del Sette, Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza dell’Eurispes – Molti operatori sono precari, ‘assunti’ per due settimane, quando le emergenze lo richiedono; circa 8.000 avrebbero i requisiti per l’assorbimento in organico. Malgrado ciò, i Vigili del Fuoco operano con la massima efficacia e il Corpo viene ritenuto un modello di eccellenza anche a livello internazionale. Un Corpo che andrebbe potenziato inoltre con l’assorbimento di professionalità mediche (ad oggi sono solo 15 a livello nazionale), e di psicologi, utili nelle ore successive alle sciagure per l’assistenza ai feriti, ai familiari delle vittime e agli stessi Vigili, sottoposti ad uno stress fisico e psichico eccezionale oltre che al continuo confronto con la sofferenza. Un Corpo che paga un forte tributo di vite. Un Corpo i cui addetti non hanno neanche la copertura Inail per gli infortuni e le malattie professionali. La ragione? Secondo i sindacati si tratta di ‘distrazione’ della politica. Recentemente (giugno 2018) è stata inoltrata una petizione al Ministero dell’Interno ed a quello della Salute perché si intervenga quanto prima per ovviare a questa evidente e penalizzante contraddizione”, continua.

“Ma l’attenzione al necessario potenziamento non è neanche all’orizzonte, e così il Corpo dei Vigili del Fuoco riceve ‘solo’ applausi e riconoscimenti formali, mentre in concreto non avviene niente o quasi – spiega – poche centinaia di assunzioni programmate dal Governo precedente e da quello attuale. Vi è inoltre un ulteriore paradosso per il quale è difficile trovare una spiegazione: i Vigili del Fuoco guadagnano il 20% in meno degli altri addetti alla sicurezza (come poliziotti e carabinieri): 1.200/1.300 euro al mese per un lavoro rischioso e usurante. Lo scorso luglio il Governo ha varato la legge delega per il riordino delle loro carriere e il 5 settembre il provvedimento deve ottenere il parere delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. C’è da augurarsi che in questa occasione – conclude Del Sette – l’eco dell’apprezzamento degli italiani risuoni forte tra i banchi delle Commissioni, e che questo passaggio non si riveli un’ulteriore occasione perduta”.