Matrimonio da incubo a Vigonza (Padova): wedding planner denunciata

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Agosto 2019 10:12 | Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2019 10:13
Gli sposi

Gli sposi (Foto Facebook)

VIGONZA (PADOVA) – Un matrimonio da incubo finito con una denuncia alla wedding planner: questo, secondo il racconto degli sposi Laura e Giuseppe, quello che avrebbe dovuto essere il loro giorno più bello, tanto atteso. Ma la wedding planner si difende: “Avevano problemi di soldi e mi hanno diffamato”, dice al Corriere del Veneto. 

Laura e Giuseppe si sono sposati il 6 luglio scorso. Ma da novembre 2018 avevano iniziato a progettare quel giorno. Un giorno che però si sarebbe rivelato un disastro da tutti i punti di vista, sostengono. 

“Abbiamo trovato la wedding planner su internet, ci garantiva un servizio completo con l’allestimento del banchetto, i fiori, gli inviti, tutto per un valore di 15 mila euro – ha spiegato la sposa al Corriere del Veneto –. Abbiamo capito che qualcosa non andava già con gli inviti, spediti tardi, poi c’era poca chiarezza sulla sede degli uffici della wedding planner ma passava il tempo e non siamo più potuti tornare indietro; poi abbiamo avuto un problema con il pagamento, tre giorni prima del matrimonio la Monteleone ci ha detto che o saldavamo tutto o non si sarebbe presentato nessuno al matrimonio, abbiamo dovuto pagare immediatamente quando invece volevamo saldare almeno una parte dopo il 6 luglio, anche a garanzia della buona riuscita della giornata – ha raccontato la sposa – e invece mi sono ritrovata al banchetto con le pentole sui tavoli con dentro cibo scotto che non avevamo concordato, non c’era il vino, le tovaglie erano sporche, infine quando ho visto la torta di plastica non ho retto sono scoppiata in lacrime e ho chiamato i carabinieri”.

Diversa la tesi della wedding planner: “Dicono solo falsità. La coppia ha tergiversato fino all’ultimo per effettuare il saldo del bonifico, tutto quello che abbiamo fatto era previsto e concordato nel preventivo firmato, la torta di plastica era scenografica per i fuochi d’artificio, ce n’era un’altra, vera, fornita dalla Pasticceria Dalla Bona di Montegrotto. La giornata in realtà è andata bene, la verità è che quei due avevano problemi di soldi e hanno escogitato questa strategia per ottenere un risarcimento, ci hanno insultati su Facebook, ci hanno diffamati, sono loro che pagheranno noi”. (Fonte: Corriere del Veneto)