Vincenzo Trani, il primo italiano che ha provato il vaccino russo Sputnik: “Sto bene”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2020 10:14 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2020 10:14
Vaccino a gennaio, Crisanti non lo farebbe: "Troppo di fretta". Tu lo faresti?

Vaccino a gennaio, Crisanti non lo farebbe: “Troppo di fretta”. Tu lo faresti? (Foto Ansa)

“Sto bene. Perché l’Italia non lo compra?”. Parla Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italia-Russia, che ha provato il vaccino russo.

Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italia-Russia, il 6 novembre si è sottoposto al vaccino Sputnik V, il primo messo in produzione a livello mondiale: “Mi avevano preannunciato lievi effetti collaterali come febbre e mal di testa. Invece sto benissimo. Che aspetta il governo ad acquistarlo?”.

Intervistato da Sputnik Italia, Vincenzo Trani spiega che “sicuramente la creazione di un vaccino sicuro e disponibile per tutti è fondamentale per far uscire da questa situazione di instabilità per la salute pubblica, le imprese e le economie dei nostri paesi”.

In questo momento – prosegue – ritengo che le conoscenze su questa malattia, ancora sconosciuta, debbano essere discusse globalmente accantonando l’idea del profitto di una o più case farmaceutiche. Più che una corsa vorrei che ci fosse una sorta di “staffetta” senza casacche o bandiere politiche”.

Il vaccino russo verrà comprato dall’Italia?

“I rapporti tra i nostri due paesi sono solidi e nel tempo hanno creato opportunità per le imprese – sostiene Trani -. Il RDIF (Russian Direct Investment Fund), il fondo sovrano russo di recente, durante una visita di Conte ha sottoscritto con la Cassa Depositi e Prestiti un accordo per investire insieme 300 milioni di euro in società italiane che vogliono far crescere la propria attività in Russia”. 

Quindi conclude: “Il vaccino russo può essere una opportunità, da imprenditore consiglierei alle istituzioni italiani ed europee di analizzarlo, prenderlo in considerazione. Su tanti temi abbiamo dimostrato capacità di collaborazione, è impensabile debellare questo virus a colpi di quarantena, lockdown o zone rosse. Da rappresentante di imprese e imprenditori, sono sicuro che moltissimi italiani vorrebbero già vaccinarsi con il vaccino russo”. (Fonte Sputnik Italia).