Violenza a una ragazza, denunciato un autista dell’ambasciata egiziana

di Eloisa Moretti Clementi
Pubblicato il 26 Marzo 2010 11:44 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 11:44

Ha tentato di violentare una ragazza che era in intimità con il fidanzato in un angolo nascosto di Villa Ada. Un insospettabile autista dell’ambasciata egiziana, P.L., 47 anni, è stato identificato e arrestato dopo aver suscitato apprensione tra i numerosi frequentatori del parco romano. La reazione dell’ambasciata è stata di sconcerto e preoccupazione e adesso l’uomo rischia una probabile condanna per tentata violenza sessuale, oltre all’espulsione dall’Italia e a un possibile licenziamento.

L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio del 17 marzo. Gli agenti del vicequestore romano Rossella Matarazzo sono riusciti immediatamente a individuare e denunciare a piede libero il presunto aggressore. Non distante dall’ambasciata per cui lavora, P.L. ha aggredito una giovane coppia, 21 anni lei e 22 lui. L’uomo ha approfittato del momento di intimità dei due fidanzati per spaventarli, minacciando di denunciarli per le loro effusioni. “Polizia, polizia”, ha detto con forte accento arabo, fingendo di telefonare con il cellulare.

Di fronte alla paura e all’imbarazzo della coppia, si è poi avventato sulla ragazza, iniziando a palparla pesantemente. A salvare la giovane da un possibile stupro è stato l’intervento del suo compagno, che ha reagito alle molestie dell’uomo: “Ma cosa stai facendo? Come ti permetti?”, lo ha apostrofato e strattonato con rabbia.

Dopo una prima reazione provocatoria da parte dell’egiziano – “Stavo scherzando”, avrebbe detto sorridendo – l’uomo si è riavvicinato alla ragazza, tentando di baciarla. La giovane però è riuscita a divincolarsi e a scappare nel parco insieme al fidanzato. Pochi minuti dopo i due si sono presentati in commissariato per denunciare il fatto.

Durante la successiva perlustrazione della zona, il presunto violentatore si è trovato davanti la polizia e la sua vittima, mentre usciva come niente fosse dall’ambasciata per cui lavorava. Anche in questo caso l’uomo ha sorriso, fingendo indifferenza, ma la coppia lo ha riconosciuto. “Non ho fatto niente di grave”, ha tentato di difendersi P.L., prima di essere condotto in caserma, dove è stato denunciato ma non arrestato, visto che il termine per la flagranza di reato era già scaduto.

*Eloisa Moretti Clementi