Violenza negli stadi, Melillo: “Fuori dalla struttura i condannati in primo grado”

Pubblicato il 19 luglio 2010 9:55 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2010 11:50

”I soggetti pericolosi vanno tenuti lontano dagli stadi. Il controllo della sicurezza delle partite di calcio ne risulterebbe oltremodo agevolato. Come? Da un lato, penso che all’applicazione di misure di prevenzione personali antimafia dovrebbe accompagnarsi l’automatico divieto di partecipazione alle manifestazioni sportive”. E’ quanto afferma, in una intervista a ”Il Mattino”, il procuratore aggiunto di Napoli, Giovanni Melillo, che coordina la sezione ”Criminalità predatoria” della Procura di Napoli che ha un ”pool reati da stadio”.

”Il Daspo dovrebbe poter essere applicato anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata. Inoltre va garantita l’effettiva deterrenza del Daspo”, aggiunge Melillo.

Per il procuratore aggiunto di Napoli ”oggi accade che soggetti diffidati possono mancare, anche per interi campionati, di adempiere l’obbligo di firma loro imposto in contemporanea allo svolgimento delle partite, senza che sia possibile adottare alcun provvedimento cautelare”.

Ovviamente Melillo osserva che ”gli ultra’ non sono automaticamente criminali, mentre è vero che molti criminali sono anche tifosi ultra”’ e che per rimuovere questa situazione ”non c’è altro da fare che allontanare i soggetti pericolosi dallo stadio, isolando i nuclei violenti organizzati”.