Guidonia, stuprata perché non chiede abbastanza elemosina

Pubblicato il 30 luglio 2010 12:55 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2010 14:32

L’hanno picchiata fino a spaccarle il naso e violentata perché doveva chiedere l’elemosina e se non riusciva a raccogliere abbastanza denaro erano botte e ancora botte. Sono stati i carabinieri di Guidonia a salvare una giovane romena, ridotta in schiavitù da due connazionali che l’avevano convinta a venire in Italia dove avrebbe trovato lavoro da bracciante agricola.

E’ stata un’intuizione dei militari a far scoprire le violenze sulla giovane donna: i carabinieri hanno visto due ragazze che chiedevano l’elemosina e hanno deciso di identificarle. Quando si sono avvicinate, una delle due ha spinto l’altra lontano e subito è intervenuto un uomo che ha porto ai militari i documenti.

La giovane mendicante si era nascosta in un anfratto ma i carabinieri si sono avvicinati e la giovane ha fatto capire di aver bisogno di aiuto. Portati tutti e tre in caserma, la ragazza ha raccontato di esser venuta a Roma con i due fratelli con la promessa di ottenere un lavoro in campagna, come bracciante.

Una volta arrivata a Roma però l’avrebbero costretta con le botte a chiedere l’elemosina per strada sotto il sole, senza cibo né acqua. La giovane infatti aveva un occhio tumefatto, la frattura delle ossa nasali e lividi su tutto il corpo perché non guadagnava abbastanza. Non solo: l’uomo la stuprava tutte le sere. La ragazza è stata trasferita in ospedale e da qui in un luogo sicuro. Fratello e sorella, V.T. e F.T., entrambi romeni di 27 e 31 anni, sono stati arrestati per riduzione in schiavitù e lesioni. L’uomo deve rispondere anche di violenza sessuale aggravata e continuata.