Virginia Raggi assolta anche in appello per la nomina Marra. “Mia vittoria, M5s rifletta” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2020 14:18 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2020 17:35
Virginia Raggi assolta anche in appello per la nomina di Renato Marra. "Mia vittoria, M5s rifletta"

Virginia Raggi assolta anche in appello per la nomina di Renato Marra. “Mia vittoria, M5s rifletta” (Foto Ansa)

Confermata anche in appello l’assoluzione per la sindaca di Roma Virginia Raggi al processo sulla nomina (poi ritirata) nell’autunno del 2016 di Renato Marra.

Marra venne nominato a capo del Dipartimento Turismo del Campidoglio.

In primo grado Raggi era stata assolta con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

La decisione dei giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Roma è arrivata dopo oltre due ore di camera di consiglio.

Applausi e abbracci per la sindaca dopo la lettura della sentenza.

Al termine della requisitoria il sostituto procuratore generale Emma D’Ortona aveva chiesto una condanna a 10 mesi di reclusione per falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale del Campidoglio Raffaele.

Il procuratore ha sostenuto che la “sindaca conosceva la posizione di Raffaele Marra e ha omesso di garantire l’obbligo che Marra si astenesse nella nomina del fratello Renato”.

Per l’accusa sarebbe stato commesso un “errore del precedente giudice (che ha assolto Raggi ndr)” che avrebbe “trasformato una indagine documentale in dichiarativa”.

Raggi: “Mia vittoria, M5s rifletta”

“Questa è una mia vittoria, del mio staff, delle persone che mi sono state a fianco in questi quattro lunghi anni di solitudine politica ma non umana”, ha detto Virginia Raggi commentando la sentenza.

“Credo che debbano riflettere in tanti, anche e soprattutto, all’interno del M5s”, ha aggiunto.

“Ora è troppo facile voler provare a salire sul carro del vincitore con parole di circostanza dopo anni di silenzio”.

“Chi ha la coscienza a posto non si offenda per queste parole ma tanti altri, almeno oggi, abbiano la decenza di tacere”. (Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).