Vite da carcere: Massimo Bossetti tecnico caffè, Olindo Romani in cucina, Sabrina Misseri sarta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Gennaio 2020 13:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2020 13:36
Carcere: come vivono Massimo Bossetti, Olindo Romano e gli altri?

Foto archivio ANSA

ROMA – Alberto Stasi centralinista, Cosima e Sabrina Misseri sarte, Olindo Romano addetto alla cucina, la moglie Rosa Bazzi un po’ lavora il cuoio, un po’ fa l’inserviente. Massimo Bossetti è un tecnico addetto alla riparazione e rigenerazione delle macchine da bar per caffè espresso.

Queste sono le vite dei detenuti in carcere che sono stati dichiarati colpevoli di gravi reati, che per settimane sono stati alla ribalta sulle prime pagine dei quotidiani dividendo l’Italia tra chi li credeva innocenti e chi colpevoli.

Stasi, responsabile dell’omicidio, a Garlasco (2007), della fidanzata Chiara Poggi, trascorre diverse ore al call center di una nota compagnia telefonica operativo nel carcere di Milano Bollate, Olindo e Rosa, quelli della strage di Erba (2006), sono rispettivamente nelle case di reclusione di Opera e Bollate.

In quest’ultimo carcere è anche Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio (2010), inserito in un progetto messo a punto tra una cooperativa fondata da ex detenuti e un’azienda che produce macchine da bar per caffè espresso: quelle non più funzionanti vengono riparate e rigenerate dai detenuti e rimesse sul mercato a prezzi vantaggiosi.

Tra i detenuto “noti” c’è anche chi ha deciso di studiare e chi invece ha scelto di non far nulla. L’ex caporalmaggiore Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea (2011), ad esempio, ha scelto di frequentare a Bollate uno stage di formazione per essere inserito nello stesso call center nel quale lavora Stasi.

Veronica Panariello, colpevole dell’omicidio del figlio Lorys (2014), frequenta nel carcere di Torino un corso per operatore sociale. Michele Buoninconti, condannato per l’omicidio della moglie Elena Ceste (2014) fa il tutor universitario nel carcere di Alghero: lui fa studi accademici ed è anche figura di sostegno per altri detenuti-studenti. (Fonte ANSA)