Elicottero precipita vicino Viterbo, 2 morti. Uno è il capo aviazione esercito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2014 14:44 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2014 17:05
Giangiacomo Calligaris (foto Ansa)

Giangiacomo Calligaris (foto Ansa)

ROMA – Un elicottero dell’esercito A206 è precipitato in zona Monte Marta, vicino Viterbo e le due persone che erano a bordo sono morte. Una delle vittime è il generale Giangiacomo Calligaris, 57 anni, capo dell’aviazione dell’esercito. Insieme a lui sul velivolo un tenente colonnello di cui ancora non si e’ appreso il nome.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio del 23 gennaio quando il mezzo è scomparso dai radar. Da subito l’ipotesi più probabile è stata quella della caduta.

In quella zona, infatti,  l’Enel  aveva segnalato una linea elettrica aerea tranciata. A quel punto altri elicotteri dell’ esercito si sono  alzati in volo  per effettuare la ricerca ed è stata “effettuata richiesta da parte del Comando dei vigili del fuoco di Viterbo alla Wind per il tracciamento del numero cellulare del pilota”.

Poco dopo la carcassa dell’elicottero caduto è stata avvistata. Niente da fare per le due persone che erano a bordo.

Il generale Giangiacomo Calligaris, 57 anni, napoletano, morto oggi nell’incidente all’elicottero su cui viaggiava, aveva assunto il comando dell’aviazione dell’esercito nel marzo 2013. Tanti i teatri internazionali in cui ha operato dall’Operazione “Joint Guardian” in Kosovo, all’Antica Babilonia in Iraq dove è stato vice-comandante dell’Italian Joint Task Force Iraq. E’ stato coordinatore delle operazioni “ISAF” in Afghanistan, in Ciad ed ad Haiti per il terremoto.

Ha coordinato le operazioni di evacuazione di connazionali dalla Tunisia, dall’Egitto e dalla Libia nel corso della Primavera Araba. Sul territorio nazionale ha partecipato all’Operazione Vespri Siciliani, all’Operazione “Riace”, “Calabria” e “Salento”. E’ stato insignito della Croce d’Oro, Croce d’Argento e Croce di Bronzo al merito dell’Esercito e di numerose onorificenze internazionali tra le quali la medaglia “Meritorius Service Medal” degli Stati Uniti d’America e la medaglia “Military Cooperation Consolidation Medal” della Federazione Russa.