Viti “desolato”. Crocifisse vittima. Condannato a 20 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 16:01 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2015 17:28
Viti "desolato". Crocifisse vittima. "Non pensavo morisse"

Il ritrovamento della prostituta, vittima di Viti

FIRENZE – Riccardo Viti si dice “desolato” per la morte della prostituta Andrea. Desolato, di cosa? Desolato che la donna, dopo essere stata immobilizzata con del nastro adesivo a una staccionata ed essere stata violentata e seviziata con un manico di scopa, morisse per le lesioni. Una morte procurata da Viti stesso, per sua stessa confessione, insomma da quello stesso Viti che a distanza di due anni scarsi si dice, appunto, “desolato”.

Ma dirsi desolato non gli è bastato. Poco dopo, infatti, è arrivata sentenza ed è arrivata una condanna a 20 anni. Pena scontata per effetto del rito abbreviato.

Desolato ma anche stupito, perché lui davvero proprio non si aspettava che morisse. Eccole le parole di Viti in aula, davanti ai giudici che dovranno decidere se dargli l’ergastolo, come chiede il pm, o una pena più lieve. Il pentimento assoluto e contrito potrebbe contribuire a questa seconda ipotesi e Viti si presenta così:

“Sono desolato , sono purtroppo responsabile di questa morte, ma non ho mai avuto nemmeno l’idea di uscire di casa e uccidere una persona. Non mi sono mai sognato che quella persona potesse morire. Chiedo umilmente perdono. Sono affranto per quello che è successo”.

Non pensava morisse, questo lo aveva detto anche appena arrestato. Pensava che Andrea facesse come le altre che avevano subito lo stesso trattamento, ossia che piangesse e urlasse finché qualcuno, un passante, una volante dei carabinieri, la liberasse e chiamasse il 118. Invece no, Andrea, sotto quel cavalcavia della A1 vicino Firenze, non l’ha sentita nessuno. L’hanno trovata crocifissa con lo scotch la mattina dopo, nuda, sola. Morta.