Vittima della Camorra, il boss risarcisce la famiglia di 300mila euro

Ida Artiaco*
Pubblicato il 12 Marzo 2010 11:29 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 11:29

Il boss Cosimo Di Lauro, figlio del padrino della droga Paolo Di Lauro, ha deciso di risarcire con trecentomila euro la famiglia di Gelsomina Verde, la ragazza uccisa e bruciata il ventidue novembre del 2004 in uno dei momenti più sanguinosi della faida di Scampia, tra il clan dei Di Lauro e i cosiddetti scissionisti.

Gelsomina Verde, uccisa dal clan Di Lauro nel 2004

Il risarcimento di Di Lauro, già condannato in primo grado all’ergastolo come mandante dell’omicidio di Gelsomina e di altre cinquanta persone, arriva alla vigilia del processo di secondo grado davanti alla Corte d’Appello. I genitori della ragazza, che faceva volontariato e che fu attirata nel luogo dell’ omicidio con un inganno da parte di un amico di infanzia, hanno accettato l’offerta, giunta attraverso l’avvocato di fiducia del boss, Vittorio Giaquinto. Il denaro utilizzato sarebbe frutto di un risarcimento di un incidente stradale, nel qual il giovane rimase gravemente ferito parecchi anni fa.  Il pagamento del danno non rappresenta in alcun modo una ammissione di responsabilità, anche se l’imputato ha ottenuto di celebrare il processo di appello senza che la famiglia Verde si costituisca parte civile.

Già condannato, invece, il killer di Gelsomina, Ugo De Lucia, che fu arrestato in Slovacchia dalla squadra mobile coordinata dai pubblici misteri Giovanni Corona e Luigi Alberto Cannavale, La vittima fu interrogata e torturata da De Lucia per conoscere dove si trovavano nascosti i fratelli Notturno, tra i primi a ribellarsi ai Di Lauro. A fare per primo il suo nome era stato il pentito dell’inchiesta, Pietro Esposito, amico di infanzia di Gelsomina, che aveva attirato la ragazza all’appuntamento con i sicari, pur sostenendo di non essere a conoscenza delle reali intenzioni di Di Lauro.

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