Se la vittima è rumena risarcimento va ridotto del 30%: sentenza a Milano

di Edoardo Greco
Pubblicato il 4 agosto 2015 12:07 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2015 12:07
Se la vittima è rumena risarcimento va ridotto del 30%: sentenza a Milano

Se la vittima è rumena risarcimento va ridotto del 30%: sentenza a Milano

MILANO – Se la vittima di un incidente stradale è un rumeno il risarcimento va ridotto del 30 per cento. Lo dice una sentenza della Corte d’Appello di Milano destinata a fare discutere. Nel verdetto pubblicato il 24 luglio si è deciso così sulla somma che avrebbero dovuto ricevere la moglie e i figli del rumeno Vasile Patru, investito da un camion mentre camminava sul ciglio di una strada statale a Barletta l’8 ottobre 2007.

La sentenza d’Appello così corregge la decisione dei giudici del primo grado, che comunque avevano già dimezzato l’importo del risarcimento avendo considerato il rumeno corresponsabile dell’incidente. Il motivo della riduzione? In Romania, dove vivono i parenti della vittima, il costo della vita è inferiore rispetto all’Italia. Questo il testo della sentenza pubblicato da Repubblica Milano:

Il giudice assegna alla moglie e ai figli dell’uomo un risarcimento da parte del conducente, del proprietario del camion e della compagnia assicurativa. Ma precisa che l’importo è “ridotto del 30 per cento, avuto riguardo dell’inferiore costo della vita nello Stato di residenza”. La moglie e i figli di Vasile Patru abitano infatti in Romania. E il giudice ha ritenuto che “la liquidazione risarcitoria non possa avvenire sulla base assoluta dei parametri vigenti nella realtà italiana”.

Per il calcolo dell’importo (già decurtato del 50 per cento, visto che Patru è stato considerato corresponsabile dell’incidente) la Corte ha tenuto conto della “specificità dell’area monetaria e nazionale nella quale verrà poi utilizzato il denaro conseguito”. Anche in considerazione del fatto che il risarcimento non va inteso “con una finalità sanzionatoria”, ma solo come “riparatoria del patimento provocato”. L’iniziale richiesta di 210 mila euro a ciascuno dei familiari di Patru viene ridimensionata a 70 mila.

La sentenza emessa dalla Terza sezione civile della Corte d’Appello (competente perché a Milano si trova il procuratore speciale della compagnia assicurativa) solleva le polemiche dell’Associazione vittime incidenti stradali e sul lavoro (Avisl).

Il presidente, Domenico Musicco, commenta: “Il verdetto segue il criterio, del costo della vita, sostenuto dalle compagnie assicurative, ma solitamente rifiutato dai giudici di ogni grado, perché contrario al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Commisurare i risarcimenti alla ricchezza del Paese di residenza è pericoloso. Chi vive in nazioni molto povere avrebbe diritto a risarcimenti irrisori”.

In più c’è il fatto che la Romania fa parte dell’Unione Europea. “I cittadini romeni possono vivere ovunque in Europa – dice Musicco, che è anche avvocato del consolato romeno a Milano – sono liberi di spendere i soldi del risarcimento dove ritengono, dall’Italia all’Austria, indipendentemente dall’attuale residenza”. Per i legali dei familiari di Patru resta la possibilità di fare ricorso in Cassazione.