Vittorio Cecchi Gori arrestato per bancarotta fraudolenta

Pubblicato il 25 Luglio 2011 14:06 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2011 14:11

Vittorio Cecchi Gori (Foto LaPresse)

ROMA – Il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori è stato arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta. I finanzieri del Comando provinciale delle Fiamme Gialle di Roma hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Già nel 2008, Cecchi Gori, coinvolto in una lunga inchiesta sul fallimento di due delle sue società, era stato arrestato, quindi aveva trascorso 4 mesi tra carcere e arresti domiciliari. Con l’intermezzo di un ricovero per motivi di salute e del successivo intervento in una clinica.

Nel corso delle investigazioni era emerso che Cecchi Gori aveva distratto i beni del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. spa, causando un passivo fallimentare di circa 600 milioni di euro “attraverso strumentali operazioni di finanziamento a favore di altre società a lui riconducibili, tra cui due società statunitensi” (la Cecchi Gori Pictures e la Cecchi Gori Usa).

Il precedente ordine di custodia cautelare in carcere per Vittorio Cecchi Gori era scattato il 3 giugno 2008 per il fallimento della Safin Cinematografica: un crac da 24 milioni di euro che gli era costato una prima accusa di bancarotta. Poi però il gip, su istanza degli avvocati Massimo Biffa e Antonio Fiorella, aveva deciso che non sussistevano più i presupposti della detenzione preventiva e aveva revocato i domiciliari, l’ ultima misura a cui era stato sottoposto l imprenditore. Il processo per il fallimento della Safin, che gestiva le sale cinematografiche, tra cui il cinema Adriano a Roma, era poi iniziato il 5 dicembre 2008.

Noso solo. Parallelamente un altro procedimento coinvolgeva il produttore: quello per il fallimento della Fin.Ma.Vi, considerato il vero fortino del gruppo Cecchi Gori. Ed è in questo ambito che è maturato il nuovo arresto: lo ha disposto il Tribunale capitolino, su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Fava e Lina Cusano, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi. L’imprenditore cinematografico è indagato per bancarotta nell’inchiesta riguardante il fallimento della Fin.Ma.Vi. e di altre società del gruppo Cecchi Gori.