Vittorio Sgarbi assolto a Genova: insultare in tv si può, se l’interlocutore può replicare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2018 14:50 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 14:50
Vittorio Sgarbi assolto a Genova: insultare in tv si può, se l'interlocutore può replicare

Vittorio Sgarbi assolto a Genova: insultare in tv si può, se l’interlocutore può replicare

ROMA – “Cretino”, “capra” e via insultando: il catalogo del turpiloquio di Vittorio Sgarbi in tv quando gli prendono i cinque minuti è senz’altro più ampio e colorito, fatto sta che, ha stabilito un giudice, potrà continuare a ingiuriare gli interlocutori senza troppo preoccuparsi delle conseguenze.

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L’importante, dice sempre il giudice, è che l’interlocutore del talk-show sia presente in studio o perlomeno videocollegato, cioè disponga della possibilità di replicare. E poi al massimo si possono qualificare gli insulti come semplici ingiurie che il legislatore ha già provveduto a depenalizzare.

Lo si apprende dalle motivazioni della sentenza che ha assolto il critico d’arte prestato al ring televisivo nella causa che lo opponeva all’allora candidata M5S a presidente della Liguria Alice Salvatore: i due si scontrarono a “L’Aria che tira”, la trasmissione di approfondimento politico di La7 condotta da Myrta Merlino. L’una contestava all’altro il vitalizio nonostante una condanna per truffa, l’altro, con il suo stile, le rinfacciava la condanna definitiva per omicidio colposo di Beppe Grillo. Non rinunciando però a condire le argomentazioni con epiteti tipo “povera ragazza ignorante”, “stai zitta cretina, studia”, “tua madre ha fatto una truffa a fare te…”.

Ora il tribunale di Genova che ha risolto la controversia ha stabilito anche lo sdoganamento della parolaccia come arma di persuasione, quale corollario dialettico non censurabile nel dibattito politico. Se costituirà u precedente avremo modo di scoprirlo subito, una nuova insperata stagione di talk-show elettorali ad alto contenuto di rissosità si annuncia.