Viviana e Gioele non sono stati aggrediti. Le indagini allontanano l’ipotesi dei cani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2020 9:22 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2020 9:22
Viviana Parisi e Gioele Mondello non sono stati aggrediti. Le indagini allontanano l'ipotesi dei cani

Viviana e Gioele non sono stati aggrediti. Le indagini allontanano l’ipotesi dei cani (Foto d’archivio Ansa)

Viviana Parisi e Gioele Mondello non sono stati aggrediti: il bambino sarebbe morto soffocato.

“Madre e figlio non sono stati aggrediti né da un’altra persona né da animali feroci”. Lo dice il procuratore di Patti Angelo Cavallo, basandosi sulle perizie svolte nell’ambito dell’indagine per la morte di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele Mondello. I due, scomparsi tre mesi fa, il 3 agosto, sono stati trovati morti nelle campagne di Caronia.

Viviana e Gioele, le ipotesi sulla morte

Mentre le analisi sui corpi e sui luoghi sono quasi concluse, secondo il capo della procura “la morte è compatibile con il volo dal traliccio”. Un suicidio, insomma, compatibile con la fragilità psichica della donna.

Ma uno dei legali del marito di Viviana, Pietro Venuti, non si sbilancia e si limita a prendere atto di quanto dichiarato da Cavallo al Corriere della Sera. “Attendiamo fiduciosi il deposito delle consulenze, solo dopo faremo le nostre valutazioni. Abbiamo chiesto una serie di accertamenti, alcuni li ha fatti la procura, di altri non abbiamo avuto risposte. Naturalmente dopo il deposito di tutte le consulenze avremo un quadro più chiaro e potremo esprimere il nostro punto di vista su tutta la vicenda”.

La morte di Gioele resta un mistero

Se la causa della morte di Viviana sembra più chiara agli inquirenti, la ricostruzione di quanto avvenuto a Gioele rimane un mistero. “Possiamo solo procedere scartando delle ipotesi – spiega il procuratore – come quelle riconducibili a terze persone e a cani feroci”. La perizia consegnata alla procura messinese contiene anche l’autopsia e lo studio della cinetica, da cui emerge la compatibilità con la caduta dall’alto. Sembrano da escludere altre piste.

C’è la possibilità che il bambino, dopo l’incidente in autostrada, avesse perso i sensi e la madre, disperata, abbia compiuto un gesto estremo. Ma nulla fa pensare al fatto che Gioele fosse morto nel tamponamento avvenuto poco prima in autostrada, quando la Opel Corsa di Viniavafinì contro un furgone degli operai che lavoravano alla manutenzione in una galleria della Messina-Palermo.

Nessuna traccia di sangue

Sia nell’abitacolo della vettura che sui vestiti del bimbo non sono state trovate tracce di sangue. Escludendo un trauma dovuto all’incidente, si avanza l’ipotesi che Gioele possa essere morto per soffocamento. “Ma non lo sapremo mai con certezza”, sottolinea Cavallo.

Il marito della donna, Daniele Mondello, qualche giorno fa ha ribadito che sua moglie “non avrebbe mai fatto del male al figlio” ed ha escluso anche l’ipotesi del suicidio, che resta la pista privilegiata dalla procura.

Daniele Mondello insiste sui cani

Daniele Mondello punta sullo scenario che gli inquirenti escludono, e cioè che dei cani abbiano aggredito il bambino e che qualcuno abbia ucciso la moglie perché testimone dell’accaduto.

I suoi legali, che qualche settimana fa hanno chiesto alla Procura ulteriori controlli, non credono al suicidio. Soprattutto alla luce dei risultati delle analisi condotte con il metodo della fumigazione. Metodo che ha escluso la presenza di impronte riconducibili a Viviana sul traliccio dal quale la donna si sarebbe lanciata per togliersi la vita. Inoltre, la presenza di foglie e rami trovati sopra il corpo della vittima farebbe piuttosto pensare, secondo i legali, che qualcuno possa aver tentato di camuffare il cadavere con la vegetazione. (Fonte Ansa)