Viviana Parisi, cos’è la Piramide della Luce e perché ci voleva andare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Agosto 2020 10:31 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2020 9:12
Viviana Parisi, foto Ansa

Viviana Parisi, il cugino del marito: “Voleva andare alla Piramide della Luce” (foto Ansa)

Viviana Parisi, il cugino del marito: “Voleva andare alla Piramide della Luce”.

Secondo Claudio Mondello, legale e parente del marito di Viviana Parisi, la dj ritrovata senza vita voleva recarsi alla Piramide della Luce a Moffa d’Affermo.

Claudio Mondello, con un lungo post su Facebook, ha provato a fare ordine su cosa è successo il giorno della scomparsa:

“Viviana vuole recarsi alla Piramide della Luce, sita in Moffa D’Affermo.

Ma cos’è la Piramide della Luce?

La Piramide 38° Parallelo, inaugurata il 21 marzo del 2010, è una enorme scultura in acciaio corten alta ben 30 metri.

L’opera, che sorge su un promontorio sul mare, rientra nel progetto di arte ambientale Fiumara d’arte di Antonio Presti.

Un’opera, a cui probabilmente Viviana Parisi aveva dato un significato mistico.

Nei giorni antecedenti la scomparsa, infatti, chiede a Mariella Mondello e Maurizio Mondello dove si trovi la piramide.

E ancora: “Il riaccendersi dei casi di Covid acuisce la paura che qualcosa possa accadere alla propria famiglia.

In particolare al proprio figlioletto. Con una scusa ‘Esco a comprare un paio di scarpe per Gioele’ si assicura di eludere ogni forma di vigilanza e di avere il piccolo in macchina”.

“Daniele – continua – non ci trova nulla di strano e scende in sala registrazione”.

La benzina però non era sufficiente per un tragitto così lungo: “Viviana esce, pertanto, a S.Agata di Militello a fare rifornimento: in paese ci sono 4 distributori (un quinto è legato ad un autolavaggio)”.

E poi: “Viviana rientra e si incammina verso la propria meta, sita a circa 40 km da S.Agata di Militello.

Prosegue lungo la propria destinazione ma si rende conto che si è fatto tardi: Daniele potrebbe insospettirsi per la propria assenza (il cellulare, ad ogni modo, lo lascia nella propria abitazione a Venetico forse proprio per evitare di essere sottoposta a controllo).

È ormai prossima alla meta quando impatta con un furgoncino di operai di una ditta appaltatrice dell’autostrada: la Piramide dista, ancora, circa 20-25 km.

È da questo momento, pertanto, che dobbiamo, per un verso, ricostruire la dinamica degli eventi e, per altro, sul piano giuridico individuare (se esistono) responsabilità per azioni od omissioni“.

Conclude:

“Le ipotesi che residuano, per chi scrive, sono due: Viviana si allontana in preda a profondo turbamento emotivo e tale turbamento esita in omicidio-suicidio.

Viviana si allontana in preda profondo turbamento emotivo e tale turbamento esita in un incidente (è una zona, quella in cui si smarrisce, irta di pericoli sia per la morfologia del terreno che per la fauna autoctona e, dato che nelle vicinanze insistono insediamenti umani, forse anche domestica)”.

Poi le domande:

“Per quale ragione si è arrampicata su quel traliccio? Forse il bambino le è sfuggito e si è inoltrato nella boscaglia? Forse voleva esplorare la zona intorno da una posizione privilegiata? Perché è caduta?” (Fonte: Ansa).