Vladimir Luxuria: “Scilipoti omofobo: magari con Malgioglio cambia idea”

Pubblicato il 25 Novembre 2011 18:36 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2011 18:36

Vladimir Luxuria (Foto Lapresse)

ROMA – Inviata dell’Isola dei Famosi? “Non posso parlare”. In compenso Vladimir Luxuria è piuttosto loquace su tante altre cose. Intervistata dal Fatto Quotidiano parla della politica, degli ex colleghi di parlamento, dell’attuale governo…e qualcosa sull’Isola la dice: “Non nego che esistano trattative, ma nulla è sicuro”. Problemi economici? “Teatrali. Ho una tournèe pronta e non voglio rinunciarci. Se è possibile spostarla, bene. Altrimenti, niente”. “Nel caso, non vedremo Scilipoti”, chiede il giornalista. “Non avrei il potere di invitarlo, ho fatto quel nome a Un giorno da pecora. Scilipoti è omofobo. Lo manderei sull’isola con Busi, Cecchi Paone e Malgioglio. Magari cambia idea”.

E la politica? “E’ ovvio che guardi con simpatia Vendola, ma non amo la sinistra litigiosa. Certo, il Pd non mi esalta. Mai capito cosa c’entrassero i Calearo e le Binetti. Il progetto di unire PCI e DC si è rivelato sbagliato, ma purtroppo i vari leader – a partire da Veltroni – sono usciti dalla porta per rientrare dalla finestra”. Non si ricandiderà mai più? “Odio le parole “mai” e “addio”. Oggi non lo farei, domani chissà”.

Poi si toglie qualche sassolino sulle ex nemiche-colleghe: “La Gardini è scomparsa dopo aver proposto un bagno ad hoc per me alla Camera. Forse ha trovato un lavoro come Guardiacessi. La Mussolini è un po’ meglio. Non lo ammetterà mai, ma sa bene che quel “meglio fascista che frocio” fu un errore”.

E il bunga bunga, che idea si era fatta? “Di un uomo ossessionato dal sesso. Berlusconi è stato rovinato dalla sexual addiction”.Fino al momento attuale: “Parte della “sobrietà” attuale è figlia di ambienti ecclesiastici: non volevano più un Premier così esplicito nell’ostentare la sua sessualità. A Berlusconi, in ogni caso, auguro di coltivare le patate. Un ministro ha detto: “Finalmente i cattolici sono tornati in politica”. Ecco, quel “finalmente” lo toglierei. E’ un governo benedetto dalla CEI, che ha l’alibi dell’emergenza economica: auguri”.