“Voglio sposare un camorrista”. Lettera choc di una dodicenne di Scampia: “Così posso essere ricca…”

Pubblicato il 20 maggio 2010 9:34 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2010 9:37

Cardinale Crescenzio Sepe

«Voglio sposare un camorrista, così posso essere ricca…». Una lettera choc, scritta da una bambina di soli 12 anni. Parole gravi che pesano come un macigno in un quartiere come Scampia, alla periferia di Napoli, dominato dalla camorra. E dove la lotta, dei pochi, contro la malavita è una battaglia contro i mulini a vento dell’indifferenza della maggioranza. A svelare le intenzioni della ragazzina sono gli alunni della scuola media Virgilio IV, durante la visita del cardinale Crescenzio Sepe nell’istituto, mercoledì mattina.

Come un vaso di Pandora, gli alunni accendono uno dei computer di cui la scuola è dotata e mostrano al cardinale tutti i loro desideri, nel bene e nel male. «Da grande voglio fare il dottore». «Io l’avvocato», «Io il dentista». I sogni volano nella classe II B della scuola di via Labriola. Anche il suo è un sogno, per quanto discutibile sia: lei ha intuito che c’è un modo più rapido e che impegna meno energie per fare soldi, sposare un camorrista. Ma i suoi compagni non ci stanno e mostrano al cardinale Sepe la loro risposta: l’onestà prima di tutto. «È una scelta sbagliata, un camorrista è la persona più ingiusta al mondo», scrivono in una lettera. «Un boss è una persona che crede di essere migliore – continuano – ma i migliori, invece, sono quelli che vanno avanti pur non avendo niente e si sacrificano con un lavoro onesto».

La Virgilio IV, scuola materna, elementare e media, è un esempio di onestà e di lotta continua per sottrarre i ragazzi dalle grinfie della camorra. Nell’istituto ci sono laboratori informatici dove gli studenti imparano la storia e la geografia con giochi interattivi studiati per loro, laboratori scientifici dove bimbi di seconda elementare studiano i microbi e i germi. Qui la scuola fa rete. «È questa la nostra forza – spiega Battimiello – interagire con il territorio ed offrire ai ragazzi un’alternativa alla strada».

«La vostra forza – commenta l’arcivescovo – sta nell’essere insieme: così fermerete chi vuole contrastarvi. Saremo vincitori sempre, se avremo dalla nostra parte tutti gli altri: istituzioni, scuole famiglia e chiesa». E ai giovani Sepe chiede un impegno di coraggio e responsabilità. «Arruolatevi nel mio esercito: l’esercito del bene e della legalità. Oggi nasce qui con voi, che siete la speranza e il futuro di Scampia», dice Sepe.