Vulcano, il bagno a rischio: mistero gas pericolosi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2015 11:28 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2015 15:22
Vulcano, vietato fare il bagno: mistero dei gas pericolosi

Vulcano, vietato fare il bagno: mistero dei gas pericolosi

ROMA – “Vietate di fare il bagno all‘isola di Vulcano nelle Eolie”. Un gas inodore ed eventualmente letale, come scrive il rapporto della Protezione civile, ha fatto scattare l’allarme. Le emissioni di gas arrivano dal mare per questa isola vulcanica, dove si trovano vasche di fanghi e fumarole di zolfo.

A far scattare i controlli e l’allarme il malore di un bimbo di 9 anni, intossicato dall’anidride carbonica mentre giocava sulla spiaggia. Il Comune di Lipari al momento non ha vietato la balneazione, ma ha disposto l’affissione di cartelli che segnalino la pericolosità della zona.

Alessandra Ziniti su Repubblica scrive che dopo l’incidente del bimbo la Protezione Civile ha analizzato l’aria nella zona e richiesto il divieto della balneazione:

“Gas inodore ed eventualmente letale” scrive il Dipartimento di Protezione civile che, con una nota inviata al Comune di Lipari e alla Regione siciliana, all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, alla Guardia costiera, alla Capitaneria di Porto e alla prefettura, avverte ora della “situazione di possibile pericolosità connessa con emissioni gassose in mare” e chiede di valutare l’opportunità di interdire l’accesso all’area e di vietare la balneazione nella spiaggia delle “acque calde”. Una ipotesi shock per un’isola che sul turismo termale, con decine e decine di migliaia di presenze per nove mesi l’anno, basa buona parte della sua economia. E che con quel vulcano attivo ( anche se l’ultima eruzione risale al 1890) e innocuo convive felicemente da sempre.

Per il Dipartimento di Protezione civile però, “sussistono condizioni di pericolosità per la pubblica incolumità nel tratto di mare dell’isola di Vulcano denominato ‘acque calde’, antistante la cosiddetta ‘vasca dei fanghi’, dove sono presenti numerosi punti di emissione di gas e dove, soprattutto in assenza di vento, possono prodursi, senza nessun preavviso, elevate concentrazioni di gas inodore ed eventualmente letale”. L’acre e spesso insopportabile odore di zolfo che caratterizza la baia di Levante, dunque, potrebbe nascondere pericolose emissioni di (quella sì inodore) anidride carbonica.

Una valutazione di rischio, subito girata al Comune di Lipari, supportata dalle analoghe considerazioni dell’Istituto nazionale di geofisica che monitora costantemente l’ordinaria attività del vulcano che alimenta la vasca dei fanghi proprio con l’emissione di quei vapori sulfurei giudicati un toccasana per le vie respiratorie e per le malattie osteoarticolari e con quei depositi di argilla ad altissimo contenuto di zolfo che rendono la pelle liscia come quella di un bambino. “In condizioni particolari di calma di vento che non consente la dispersione dell’anidride carbonica- è stato il responso consegnato dieci giorni fa dai tecnici dell’Ingv – questo tipo di emissioni possono diventare pericolose per la possibilità di locali accumuli che determinano alte concentrazioni in atmsofera”. E proprio ad altezza di naso di bagnanti perché – spiegano ancora – “l’anidride carbonica, attraversando l’acqua di mare prima di giungere in superficie, si raffredda aumentando la propria densità e tende a stazionare sulla superficie dell’acqua all’altezza di respirazione di eventuali bagnanti”.