Why not: a giudizio De Magistris e Genchi a Roma

Pubblicato il 21 Gennaio 2012 15:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2012 20:05

ROMA – L’ex magistrato, ora sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ed il consulente informatico Gioacchino Genchi sono stati rinviati a giudizio dal gip di Roma Barbara Callari per concorso in abuso d’ufficio. Il processo e’ fissato per il 17 aprile prossimo davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale.

L’ex pm De Magistris ed il consulente informatico Genchi dovranno rispondere dell’accusa di aver acquisito illegittimamente, nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Why not’, i tabulati telefonici di alcuni parlamentari senza aver chiesto preventivamente l’autorizzazione alle Camere di appartenenza.

Tra le parti offese figurano, tra gli altri, Clemente Mastella, Francesco Rutelli e Romano Prodi. I fatti risalgono al periodo in cui De Magistris era pm a Catanzaro.

Nel corso del procedimento, l’ex magistrato si e’ difeso sostenendo di aver avuto la massima fiducia in Genchi e di avergli affidato ”un lavoro importante e complesso che un professionista come lui avrebbe potuto affrontare e di non sapere per quale motivo e con quale metodologia l’allora suo consulente individuo’ quelle utenze riconducibili a parlamentari, molte delle quali, peraltro, non avevano nulla a che vedere con l’indagine ‘Why not”’.

Genchi, a sua volta, ha respinto l’accusa precisando di aver svolto gli accertamenti secondo determinati e precisi input datigli dall’ex pm, senza sapere che quelle utenze telefoniche su cui stava indagando portassero direttamente ad alcuni esponenti politici. ”Sono amareggiato – ha commentato oggi il sindaco di Napoli – per la decisione del Tribunale di Roma rispetto ad un procedimento in cui mi appare chiara l’incompetenza dell’ autorita’ giudiziaria di Roma, cosi’ come e’ ancora piu’ evidente l’infondatezza dei fatti”.

”Non mi aspettavo questo rinvio a giudizio, – ha aggiunto – ritenevo e ritengo un dovere costituzionale indagare nei confronti di tutti e anche nei confronti dei parlamentari e dei potenti. Mi auguro che la magistratura giudicante, nella sua autonomia e indipendenza, riconosca la correttezza del mio operato e l’infondatezza degli addebiti formulati dalla Procura di Roma”.

Per l’avvocato Nicola Madia, legale di Mastella, il rinvio a giudizio rappresenta ”un primo, seppur parziale e ancora sottoposto al vaglio del tribunale, risarcimento quantomeno morale per l’ex ministro”.