Omicidio Willy, Gabriele e Marco Bianchi in carcere: “Dovremo bere acqua del rubinetto?”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Settembre 2020 9:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2020 9:48
Omicidio Willy, Gabriele e Marco Bianchi in carcere: "Dovremo bere acqua del rubinetto?"

Omicidio Willy, Gabriele e Marco Bianchi (nella foto Ansa) in carcere: “Dovremo bere acqua del rubinetto?”

Gabriele e Marco Bianchi, arrestati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro, si sono preoccupati di dover bere acqua del rubinetto in carcere

“Ma adesso saremo costretti a bere l’acqua di rubinetto?”: è quanto avrebbero domandato Gabriele e Marco Bianchi varcando la soglia del carcere di Rebibbia dopo l’omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro. Lo riferisce Alessia Marani su Il Messaggero.

I due fratelli di 26 e 24 anni sono ora rinchiusi nelle loro celle di isolamento. Hanno già chiesto di poter restare in isolamento anche al termine del periodo di quarantena per coronavirus. Ad accoglierli nel braccio del carcere che solitamente ospita chi ha già subito una condanna sono stati infatti sputi e urla: “Non vi vogliamo”. 

Il timore di ritorsioni e vendette è nato anche perché nei giorni scorsi erano arrivate minacce di morte, anche via social o attraverso telefonate minatorie, sia ai parenti degli arrestati sia ai loro difensori. Un’escalation di insulti e minacce che non ha risparmiato neanche la madre dei fratelli Bianchi e la compagna di uno dei due. 

Le indagini

Intanto vanno avanti le indagini per stabilire con certezza responsabilità e l’eventuale coinvolgimento di altri giovani nelle fasi soprattutto successive all’omicidio, ovvero ai presunti complici del branco.

Anche per questo i telefoni del quattro (oltre ai fratelli Bianchi, Mario Pincarelli, in carcere, e Francesco Belleggia, ai domiciliari) sono passati al setaccio.

I precedenti e gli accertamenti patrimoniali

Nel fascicolo di indagine sono stati acquisiti i precedenti dei Bianchi, tre per Gabriele per lesioni e porto d’armi e cinque, tutti per lesioni personali, per Marco. Un passato che sembrerebbe stridere con quello di proprietari di un banco frutta.

In questo senso vanno avanti le indagini patrimoniali attivate dalla Guardia di Finanza attivate dopo la morte di Willy. Dagli accertamento sarebbe emerso che il padre di Marco e Gabriele percepiva il reddito di cittadinanza, e verifiche si stanno attivando su tutti e quattro i figli che comunque avevano un tenore di vita agiato. Soprattutto Marco e Gabriele ufficialmente nullatenenti e con un banco di frutta aperto da poco. (Fonti: Il Messaggero, Ansa)