Alitalia chiude a Windjet: “Trattative chiuse”. Chiesta la revoca della licenza

Pubblicato il 14 agosto 2012 15:30 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2012 21:20

windjetROMA – Alitalia chiude a Windjet definitivamente e alla compagnia aerea è stata chiesta la revoca della licenza. E’ quanto si legge nella nota del ministero dello Sviluppo economico, al termine del tavolo di confronto con Enac, Regione Sicilia e Comune di Catania, Wind Jet, Alitalia-Cai e le organizzazioni sindacali. Enac – prosegue la nota – continuerà nella azione finalizzata a garantire la riprotezione dei passeggeri gia’ ad oggi programmata fino al 31 agosto.

Alitalia sbatte definitivamente la porta in faccia a Windjet e, se qualcuno non l’avesse ancora capito, chiarisce che basta, le trattative sono finite e non c’è margine per riaprirle. ”Il dossier con Windjet non si può riaprire”, ha detto l’ad di Alitalia, Andrea Ragnetti, entrando al Mise. ”Con loro non c’è più nessuna possibilità di ricominciare alcun tipo di dialogo”. Da parte sua l’ad di Windjet, Stefano Rantuccio, replica dicendo: ”Abbiamo rilevato l’indisponibilità di Alitalia ad andare avanti, cercheremo altre vie. Loro non vogliono andare avanti”.

Il ministero dello Sviluppo Corrado Passera invece dice di aver offerto ”massimo supporto per l’amministrazione straordinaria, ma Windjet ha deciso di continuare per conto suo, per valutare altre manifestazioni di interesse che dice di aver ricevuto”.

Alitalia. “La riprotezione dei passeggeri Windjet e l’allestimento di voli speciali costa ad Alitalia perdite di 80 mila euro al giorno”, ha sottolineato Ragnetti entrando al ministero dello Sviluppo economico per il tavolo convocato dopo il fallimento di Windjet. ”Operiamo in perdita – ha sottolineato – i costi che non recuperiamo per fare riprotezione sono di 80 mila euro al giorno”.

Ragnetti respinge ogni accusa rivolta in questi giorni ad Alitalia: ”Soltanto un ingenuo – ha detto – può pensare che Alitalia abbia cercato scientemente di far fallire Wind Jet, che invece è fallita o fallirà semplicemente per cattiva capacità gestionale”.

L’ad ha spiegato i motivi della rottura delle trattative: ”Abbiamo trovato faticosamente, dopo settimane di lavoro durissimo per Alitalia, un accordo che però per l’ennesima volta Wind Jet non è riuscita ad onorare. Saremmo disponibili, sulla base di quell’accordo, ad andare avanti, ma il problema è che questa è un’azienda che non esiste neanche più, non ha nemmeno gli aerei. Francamente con loro – ha proseguito – non credo ci sia più nessuna possibilità di riavviare alcun tipo di dialogo. Parleremo ora con il ministro ma mi sembra davvero molto difficile”.

Ragnetti ha insistito quindi nella difesa del proprio operato: ”Noi non abbiamo mai cambiato idea, ma niente di tutto ciò che avevamo richiesto si è avverato entro il 29 giugno. Faticosamente abbiamo trovato un nuovo accordo il 2 agosto, però non è stato rispettato neanche quello. A un certo punto la pazienza finisce”. Secondo l’ad di Alitalia, Wind Jet è ”un’azienda ridotta molto molto male. Lo abbiamo scoperto nei mesi, al ritmo di una scoperta al giorno”. Adesso c’è solo ”un avviamento commerciale e ci sono, spero, degli slot, anche se abbiamo scoperto che non tutti operano legalmente”.