Woodcock al testimone: “Ti vuoi fare una vacanza a Poggioreale?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 9:50 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 10:32
Consip, il Csm "processa" il pm Woodcock: ll caso dell'interrogatorio del testimone

Woodcock al testimone: “Ti vuoi fare una vacanza a Poggioreale?”

ROMA – Le accuse del diretto interessato contro Woodcock sono pesanti: non solo avrebbe violato i diritti di difesa dell’ex consigliere di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, ascoltandolo nell’ambito dell’inchiesta Consip come testimone e non come indagato e dunque senza l’assistenza di un avvocato. Ma su di lui, racconta Vannoni come riportano le cronache (dalle agenzie ai giornali) il pm Henry John Woodcock avrebbe anche esercitato pressioni, come quella di mostrargli dalla finestra il carcere di Poggioreale e di chiedergli “se vi volesse fare una vacanza” e di fargli vedere dei fili, spacciandoli per microspie.

E soprattutto, prosegue il racconto di Vannoni, con la collega Celestina Carrano avrebbe lasciato mano libera ad ufficiali e agenti di polizia giudiziaria (tra i quali c’era anche il maggiore dei carabinieri Scafarto), permettendo a tutti loro di “svolgere in maniera confusa e contemporaneamente, una molteplicità di domande” e di invitare Vannoni a “confessare”. Alla prima udienza del processo disciplinare a carico dei due pm napoletani, chiamati a rispondere davanti al Csm proprio di quell’interrogatorio, il Pg della Cassazione Mario Fresa ha così integrato l’accusa.

E lo ha fatto proprio con la testimonianza resa dallo stesso Vannoni, che davanti ai pm romani (a cui l’inchiesta Consip era stata intanto trasmessa) lamentò di essere stato ascoltato a Napoli con modalità lesive della sua dignità. Una mossa obbligata, quella del Pg, imposta dalla Sezione disciplinare, che ha ritenuto troppo generico su questo punto il capo di incolpazione – ed è questo l’atto di accusa nei confronti dei due pm – accogliendo un’obiezione della difesa che puntava ad ottenerne la nullità e lamentava la lesione dei propri diritti.

L’interrogatorio di Vannoni davanti ai pm di Napoli avvenne il 21 dicembre del 2016. Il giorno prima era stato ascoltato l’allora amministratore delegato di Consip Luigi Marroni che aveva indicato anche in lui, oltre che nel ministro dello Sport Luca Lotti, nel generale dei carabinieri Tullio Del Sette e nell’ex comandante della legione Toscana Emanuele Saltalamacchia, la fonte della notizia riservata che c’era un’inchiesta in corso.

Tutti vennero iscritti nel registro degli indagati, ad eccezione di Vannoni, perché secondo i pm napoletani su di lui non c’erano ancora gli elementi necessari per farlo. Nella prima udienza davanti alla Sezione disciplinare – a cui erano presenti entrambi i sostituti napoletani – non si è entrati nel merito delle accuse. Ma i difensori dei due pm – l’ex procuratore di Torino Marcello Maddalena per Woodock e il procuratore di La Spezia Antonio Patrono – hanno insistito sulla “inattendibilità” di Vannoni, che ai magistrati romani avrebbe raccontato che in quell’interrogatorio aveva difficoltà a respirare perché Woodcock fumava; e che i pm napoletani lo avevano lasciato a lungo ad aspettare al freddo e al gelo prima di convocarlo.

“Da anni Woodcock non fuma più” e questo rileva sulla “credibilità di Vannoni”, hanno detto Maddalena e Patrono, che hanno chiesto e ottenuto che siano convocati come testimoni gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria presenti il giorno dell’interrogatorio. Della difesa è stata accolta anche un’altra istanza: poter vedere gli atti contenuti nel fascicolo aperto dalla Prima Commissione del Csm sull’inchiesta Consip.

L’accesso a quelle carte era stato sinora negato, eppure “gli organi di informazione ne hanno ampiamente e diffusamente dissertato”, aveva fatto notare Maddalena, lamentando anche da questo punto di vista la lesione dei diritti di difesa. Niente da fare invece per la richiesta di ottenere l’astensione di due giudici, componenti anche della Prima Commissione, e di sollevare davanti alla Consulta un’eccezione di incostituzionalità sulla mancanza di una norma che impedisca questo doppio ruolo.

Altri testimoni saranno sentiti – la prossima udienza è fissata per il 15 marzo- su una contestazione che riguarda il solo Woodcock: aver tenuto “un comportamento gravemente scorretto”, sia nei confronti dell’allora procuratore reggente di Napoli Nunzio Fragliasso, sia nei confronti dei pm della capitale, per alcune dichiarazioni sull’inchiesta Consip riportate dalla Repubblica. Saranno ascoltati Fragliasso, l’autrice dell’articolo Liana Milella e la stessa Carrano.

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