Yara come è morta: 8 disegni con coltello su schiena, gambe

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2015 11:50 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2015 11:50
Yara come è morta: 8 disegni con coltello su schiena, gambe

Yara come è morta: 8 disegni con coltello su schiena, gambe

BERGAMO – Un colpo forte alla testa per tramortirla e poi le sevizie: otto disegni insanguinati, incisi col coltello sulla schiena, il petto e le cosce. Così è morta Yara Gambirasio: tutte le ferite le sono state inferte quando era ancora viva. L’hanno lasciata lì a morire, nel campo di Chignolo d’Isola, dissanguata ma anche di freddo e di stenti. Una morte atroce che i presenti nell’Aula della Corte d’Assise di Bergamo, hanno osservato scorrere nelle foto dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Un racconto talmente terrificante da indurre il presidente del collegio giudicante ad allontanare il pubblico, per onorare la memoria della giovane promessa della ginnastica, uccisa per non si capisce bene quale motivo a parte la crudeltà.

Tra i presenti in aula, l’unico a restare indifferente è l’imputato: Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Manoppello unico accusato dell’omicidio, è rimasto a guardare masticando un chewing gum. Le ricostruzioni della scienziata sulla morte di Yara, smontano qualsiasi ipotesi circolata in questi mesi: Yara fu uccisa nel campo in cui fu ritrovata, lo dimostra quel ciuffetto d’erba trovato stretto nel suo palmo, raccolto poco prima di esalare l’ultimo flato. Non fu tenuta in una cantina o avvolta nel cellophane, non fu trascinata per i piedi ma arrivò sulla scena del crimine con le sue stesse gambe, probabilmente minacciata con un coltello.

L’arma del delitto, ipotizza l’anatomopatologa, potrebbe essere un opinel, o un cutter, un coltellino di piccole dimensioni mai ritrovato. Gli avvocati non dimenticano di sottolineare che in un’intercettazione telefonica Bossetti chiese alla moglie di far sparire un coltellino sfuggito alle perquisizioni. Alcuni dettagli non agevolano la difesa: la presenza di calcina nelle ferite e le piccole sfere metalliche rinvenute sotto le scarpe di Yara. Dimostrerebbero, secondo l’accusa, che il killer era solito frequentare cantieri. Bossetti di mestiere faceva il carpentiere.